«Le famiglie contribuiscono alla vita e alla missione della Chiesa»
di Don Andrea Campisi  
19 Ottobre 2026

«Le famiglie contribuiscono alla vita e alla missione della Chiesa»

A dieci anni dalla pubblicazione dell’esortazione apostolica di papa Francesco “Amoris laetitia”, il Santo Padre Leone XIV ha convocato in Vaticano dal 7 al 14 ottobre 2026 un incontro con i Capi delle Chiese Orientali e i Presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo. A tale incontro sono stati presenti circa 248 vescovi, con alcune famiglie e alcuni esperti. Perché questo incontro? Il desiderio del Papa è quello di procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi, alla luce di Amoris laetitia e tenendo conto di quanto si sta realizzando nelle Chiese locali. L’intento è di verificare ciò che Amoris laetitia ha messo in moto nella vita delle Chiese e delle famiglie, le difficoltà incontrate, le nuove domande.

La famiglia nella missione della Chiesa

Le famiglie partecipano alla missione della Chiesa nel tessuto quotidiano della loro vita, attraverso l’amore e la fedeltà, la cura e il perdono, l’educazione dei figli, l’impegno nella trasmissione della fede, l’attenzione agli anziani e alle persone vulnerabili, e i molti modi in cui servono le loro comunità e la società. In tutti questi modi, le famiglie rendono testimonianza al Vangelo e contribuiscono alla vita e alla missione della Chiesa. Come pastori, abbiamo ricevuto la responsabilità, a tempo opportuno e inopportuno, di proclamare la bellezza del piano di Dio per il matrimonio e la famiglia e la sua chiamata all’amore e alla tenerezza. (7 ottobre 2026, Discorso)

Nel suo intervento il Papa ha sottolineato l’importanza dell’ascolto dell’esperienza delle famiglie e delle domande che sorgono. Lo Spirito Santo spesso parla proprio attraverso le situazioni che ci mettono alla prova e ci illumina affinché possiamo scoprire come la misericordia di Dio e la grazia salvifica di Cristo possano raggiungere le nostre famiglie oggi

L’ascolto dell’esperienza delle famiglie

Le loro vite ci pongono anche delle domande che meritano di essere affrontate con coraggio. In molti contesti è emersa una crescente distanza tra il modo in cui vengono vissuti il sesso e l’intimità e la visione cristiana del matrimonio. I giovani continuano ad anelare all’amore, alla fedeltà e al senso di appartenenza, eppure molti trovano difficile comprendere come una tale visione dell’amore possa concretizzarsi nella propria vita o credere che un impegno per tutta la vita sia la condizione per raggiungere ciò che desiderano. L’insicurezza economica, la migrazione, la violenza, la solitudine e altre forme di fragilità emotiva influenzano anch’esse le scelte che le persone compiono e le possibilità che riescono a immaginare per il proprio futuro. (idem)

Queste realtà sollevano una serie di domande che dobbiamo affrontare con coraggio.

Le domande da affrontare

Cosa cercano veramente le persone all’interno di questi cambiamenti culturali? Cosa ci rivelano le loro gioie e speranze, i loro dolori e le loro angosce? In quali ambiti il nostro linguaggio e le nostre pratiche pastorali riescono ad aprire una strada, e in quali non riescono a toccare il cuore delle persone o a sostenere i loro sforzi nel fare il bene? Cosa ci insegna l’esperienza vissuta delle famiglie, un’esperienza dalla quale non abbiamo ancora imparato appieno? Cosa possiamo offrire come formazione per una vita familiare salutare e santa? In particolare, cosa possiamo imparare dai genitori che cercano di accompagnare i propri figli e i giovani in tali contesti? (idem)

La fragilità merita un’attenzione particolare, poiché può plasmare profondamente il modo in cui le persone vedono sé stesse, il proprio futuro e persino il proprio rapporto con Dio e con la Chiesa.

Stare di fronte alla fragilità. L’insegnamento della famiglia

L’esperienza della fragilità solleva la domanda se siamo in grado di rimanere vicini gli uni agli altri quando la vita non corrisponde più a ciò che si era sperato, e se riusciamo a riconoscere l’opera della grazia anche in situazioni segnate da limiti, ferite e apparenti fallimenti. Anche sotto questo aspetto, l’esperienza delle famiglie ha qualcosa da insegnare a tutti, poiché la fragilità appartiene alla nostra comune condizione umana e quindi anche alla vita della Chiesa. Conosciamo tutti il divario tra il bene che desideriamo e ciò che siamo in grado di vivere. Abbiamo bisogno di grazia, perdono e nuovi inizi per compiere la volontà di Dio, e impariamo che la fedeltà è essa stessa una grazia da ricevere e un cammino da rinnovare gradualmente, spesso attraverso la prova. Il riconoscimento di questa sfida condivisa dovrebbe plasmare il modo in cui ci accompagniamo a vicenda nella Chiesa. Che tipo di Chiesa, allora, incontrano le persone proprio quando sono più fragili? Le nostre comunità le aiutano a scoprire che hanno ancora un posto, una responsabilità e doni da offrire? La verità che proclamiamo può essere incontrata attraverso la pazienza, la vicinanza e la misericordia della nostra presenza pastorale? Come possiamo annunciare loro la pienezza dell’insegnamento del Vangelo sulla famiglia? (idem)

 

Le famiglie partecipano alla missione della Chiesa nel loro tessuto quotidiano, attraverso l’amore, la fedeltà, l’educazione dei figli, l’attenzione verso le persone più fragili. Come pastori abbiamo la responsabilità di proclamare la bellezza del piano di Dio per il matrimonio
e la famiglia

«La Chiesa si sviluppa per attrazione»
La voce del Papa
Leone XIV al Meeting di Rimini rivolto ai giovani ha detto che sono “il segno che il futuro è una promessa, non una minaccia”, citando il metodo indicato da don Giussani
31 Agosto 2026
Nel contesto della visita pastorale a San Marino e alla città di Rimini il Santo Padre ha incontrato i partecipanti al 47° Meeting per l’amicizia fra ...