A Piacenza il podcast si fa scuola
di Riccardo Tonna  
24 Settembre 2026

A Piacenza il podcast si fa scuola

 

 

Il podcast italiano si è dato appuntamento a Piacenza. Mercoledì 23 settembre Piazza Cavalli ha ospitato la quinta edizione de IlPod – Italian Podcast Awards, il premio dedicato al mondo del podcasting che, quest’anno, ha scelto di rinnovarsi mettendo accanto alla competizione anche un’attenzione particolare alla formazione.

Sul palco si sono incontrati alcuni dei protagonisti di un linguaggio che negli ultimi anni è entrato sempre più nella vita quotidiana di milioni di ascoltatori. Ma la serata piacentina ha raccontato anche qualcosa di più: la possibilità di imparare a usare il podcast non soltanto come strumento di comunicazione, ma come occasione per ascoltare, conoscere e dare forma alle proprie domande.

A condurre la serata sono state Rossella Pivanti, direttrice de IlPod, e Maura Gancitano, che insieme ad Andrea Colamedici e Fabio Ragazzo ha ideato il premio cinque anni fa.

Accanto alla gara, l’edizione 2026 ha introdotto un comitato scientifico incaricato di selezionare i podcast in concorso e, soprattutto, ha dato spazio alla Piacenza Podcast Academy, nata dalla collaborazione tra la Fondazione di Piacenza e Vigevano e Tlon, l’istituzione culturale fondata da Andrea Colamedici e Maura Gancitano.

Un percorso rivolto alle nuove generazioni per avvicinarle al linguaggio del podcast e, prima ancora, alla pratica dell’ascolto.

La Piacenza Podcast Academy

La Piacenza Podcast Academy è nata nel 2026 come naturale estensione di Bottega XNL, il progetto della Fondazione di Piacenza e Vigevano dedicato alla formazione dei giovani sui linguaggi del contemporaneo.

Quaranta ragazze e ragazzi tra i 14 e i 25 anni hanno avuto a disposizione un microfono e una domanda: che cosa significa ascoltare?

Per cinque mesi hanno lavorato insieme a professionisti del podcasting e della comunicazione, imparando a scrivere e registrare, a intervistare, a costruire una storia, a stare davanti e dietro un microfono. Ma il punto di partenza e, in qualche modo, il risultato più importante è stato imparare ad ascoltare.

Da questa esperienza è nato “2033”, il podcast realizzato dalla redazione della Piacenza Podcast Academy, presentato in anteprima proprio durante la serata di Piazza Cavalli con un estratto del primo episodio.

È stato un debutto, ma anche il punto di arrivo di un cammino iniziato mesi prima. Il podcast nasce infatti dalla voglia dei giovani di prendere la parola dopo aver imparato a fare spazio alla parola degli altri.

Il premio dell’Academy affidato ai giovani

La novità più significativa dell’edizione 2026 è stata anche l’assegnazione alle ragazze e ai ragazzi dell’Academy di uno dei riconoscimenti della serata: il Premio dell’Academy.

A loro è stato chiesto di ascoltare, discutere e incontrare i podcast proposti durante il percorso. Dalle loro segnalazioni è nata la shortlist dalla quale è uscito il vincitore.

È un modo per riconoscere agli ascoltatori un ruolo che va oltre quello di semplice pubblico. Chi ascolta può infatti scegliere, interpretare, discutere e contribuire a costruire significati attorno alle storie che incontra.

In questo senso la Piacenza Podcast Academy rappresenta un’esperienza che va oltre la tecnica. Imparare a usare un microfono significa anche imparare a fare domande, a lasciare spazio all’altro, a riconoscere una storia e a capire quando vale la pena raccontarla.

 

podcast

Il Premio Storia del Podcast a Tintoria: nella foto Daniele Tinti e Stefano Rapone in dialogo con Maura Gancitano e Valerio Nicolosi.

Il premio Storia del Podcast a Tintoria

Nel corso della serata sono stati assegnati il Premio Podasct Academy a Elisa Truecrim, il Premio Podacast Indie dell’anno a Illumina Show, il Premio Podcast dell’Anno a Il Banchiere di Dio.
Il quarto riconoscimento, il Premio Storia del Podcast 2026, ha avuto invece un significato particolare. È stato assegnato a un progetto che negli anni ha costruito un percorso autoriale riconoscibile e duraturo, diventando parte dell’immaginario del podcast italiano.

Il premio è andato a “Tintoria”, il podcast condotto da Daniele Tinti e Stefano Rapone e co-prodotto da The Comedy Club insieme agli stessi autori.

Nato come una conversazione tra comici, “Tintoria” è diventato negli anni uno spazio nel quale la comicità italiana si racconta senza fretta. Ha superato le 300 puntate e i 100 milioni tra ascolti e visualizzazioni, diventando uno dei format più imitati degli ultimi anni.

Tinti e Rapone hanno ritirato il Premio Storia del Podcast e sono stati poi protagonisti dell’intervista live che ha concluso la serata, condotta da Maura Gancitano e Valerio Nicolosi.

“Siamo molto felici di ricevere questo premio per Tintoria – hanno detto gli autori –. Soprattutto perché, quando abbiamo iniziato, l’obiettivo era molto più modesto: fare qualcosa che piacesse a noi e agli ospiti. Ricevere questo premio ci dimostra che alla fine il podcast è piaciuto anche a qualcun altro”. E hanno aggiunto: “Ringraziamo quindi chi ci ha scelto e proveremo a continuare a fare la storia del podcast italiano come abbiamo fatto finora: invitando persone brillanti e ascoltandole mentre parlano”.

Dentro il mondo del podcast

La serata di Piazza Cavalli ha così tenuto insieme due generazioni e due modi diversi di stare dentro il mondo del podcast. Da una parte chi ha contribuito a costruirne la storia; dall’altra giovani che stanno imparando a conoscerlo e a sperimentarlo.

È forse proprio qui il significato più originale dell’edizione piacentina de IlPod: non limitarsi a premiare ciò che è già stato fatto, ma creare le condizioni perché qualcun altro possa cominciare.

Il microfono, in questo percorso, non è soltanto uno strumento per parlare. È anche uno strumento per imparare ad ascoltare. E “2033”, nato dalla Piacenza Podcast Academy, rappresenta il primo passo di una generazione che ha scoperto che raccontare una storia significa, prima di tutto, dare valore alla voce di qualcun altro.