Corrado Sforza Fogliani: voleva un futuro migliore per sè e per gli altri
“Corrado Sforza Fogliani è stato un esponente di primo piano del liberalismo degli ultimi decenni. Nato da una grande famiglia piacentina, è stato un innovatore in tutti i campi in cui ha operato facendosi sempre guidare da una autentica passione per la libertà, trasformando e migliorando le istituzioni con cui ha collaborato e che ha diretto, mai dimorando nella certezza delle posizioni raggiunte. Attraverso i suoi molteplici incarichi – ricordiamo, tra gli altri, presidente di Confedilizia, presidente della Banca di Piacenza e presidente di Assopopolari – ha svolto un ruolo senza pari per promuovere la cultura della libertà”.
“Avvocato e giurista, è stato un instancabile difensore di quei valori che costituiscono una società libera, dalla proprietà della casa alla tutela dei piccoli risparmiatori”.
“A Piacenza, sua città natale a cui fu sempre legatissimo, e in molte altre parti d’Italia, è stato anche uno straordinario mecenate, attentissimo curatore e promotore dell’arte e della bellezza nelle sue più diverse forme, così come un grande organizzatore culturale, creando, tra le altre cose, il Festival della cultura della libertà di Piacenza”.
Omaggio a Corrado Sforza Fogliani
a quattro anni dalla morte
Così la sinossi pubblicata nella seconda di copertina de “Il Rivoluzionario liberale”, volume dedicato all’avv. Sforza Fogliani a quattro anni dalla scomparsa, edito da Liberilibri su iniziativa di Confedilizia e presentato al PalabancaEventi della Banca di Piacenza in una Sala Corrado Sforza Fogliani gremita in ogni ordine di posti, con parte del pubblico a riempire anche le salette laterali Douglas Scotti e Carnovali e la Sala Corsi videocollegata.
Un successo di partecipazione che non conosce precedenti, a dimostrazione dell’affetto che Piacenza (e non solo, vista la nutrita presenza di esponenti di Confedilizia provenienti da ogni parte d’Italia) ancora nutre per il suo illustre concittadino.
A testimoniarla con la loro presenza anche diverse autorità: tra gli altri, il ministro per gli Affari europei e le Politiche di coesione e il PNRR Tommaso Foti, la sen. Elena Murelli, il sindaco Katia Tarasconi, il presidente della Provincia Monica Patelli, il vescovo mons. Adriano Cevolotto, il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi, il viceprefetto Roberta De Francesco.
Il prima fila la moglie di Corrado Sforza Fogliani, Maria Antonietta De Micheli e la figlia Maria Paola. Il ministro Foti, la senatrice Murelli e il sindaco Tarasconi hanno preso la parola per un breve saluto.
Corrado Sforza Fogliani, dedizione e lungimiranza nella guida della Banca di Piacenza
Nel porgere il benvenuto ai presenti a nome della Banca di Piacenza, il vicepresidente Domenico Capra (a rappresentare l’Istituto di credito anche l’a.d. e direttore generale Angelo Antoniazzi e i vicedirettori generali Pietro Boselli e Lodovico Mazzoni) ha letto un messaggio del presidente Giuseppe Nenna: «Desidero porgere il mio saluto al presidente Spaziani Testa, ai relatori e a tutti i partecipanti al convegno. Purtroppo non mi è possibile partecipare di persona, come avrei invece desiderato. Mi rincresce particolarmente non poter essere presente a un’iniziativa che considero di grande valore per i temi affrontati e soprattutto per il significato che riveste».
«L’opera oggi presentata e discussa è dedicata al carissimo presidente Sforza, al quale mi legano sentimenti di profonda stima e riconoscenza per la dedizione, il talento e la lungimiranza dimostrati alla guida di questa Banca, e non soltanto. Nel formulare i migliori auspici per la piena riuscita dell’evento, desidero rivolgere a tutti i presenti un caloroso saluto».
Sono quindi intervenuti – coordinati da Alberto Ciapparoni, giornalista di RTL 102.5 («Questo non è un libro ma un vero e proprio manifesto culturale») – alcuni degli autori dei saggi riportati nel volume:
Pierluigi Magnaschi, direttore di Italia Oggi («Corrado era uno dei pochi liberali convinti ed era sicuramente rivoluzionario. Nel mio scritto racconto la vicinanza che abbiamo avuto nei primi anni Sessanta, quando Piacenza era una città assopita, conservatrice, ipercattolica: Sforza la rivoluzionò in anticipo, fin da giovanissimo, con il giornale studentesco La Squola e i Fori giovanili che organizzava alla Filo»);
Carlo Lottieri, filosofo del diritto («Credeva tantissimo nel ruolo delle idee. Mi chiese di curare il Festival della cultura della libertà, un ruolo che mi affidò con grande liberalità; sapeva anche delegare. Nell’organizzare il Festival fu lineare e coerente e non volle soldi pubblici»);
Michele Silenzi, editore e saggista («Un intellettuale, un mecenate, un uomo “strano” per questo Paese. Mi ha sempre stupito la sua grande curiosità e la capacità di portare “aria fresca”»);
Antonino Coppolino, avvocato vicepresidente di Confedilizia («Riteneva quella di avvocato la professione che lo aveva fatto un uomo libero. Ho cercato nel mio contributo di tratteggiare la vita di studio: il suo è stato una scuola per tanti giovani praticanti. Mi è molto piaciuta una frase che Silenzi ha scritto nel libro considerandolo non solo un libro ma uno strumento per mettere in circolo un modo di ragionare»);
Emanuele Galba, direttore di Bancaflash e Confedilizia notizie («È stato tante cose, ma la passione per il giornalismo ha avuto grande importanza. Rivoluzionario anche qui: a 15 anni scrisse il primo articolo per il quotidiano locale Libertà; fu sempre una sua recensione su Libertà a dargli la possibilità di far visita a Luigi Einaudi, un incontro che cambiò la sua vita. Ovunque andasse fondava un giornale: ne sono esempi pratici Bancaflash della Banca di Piacenza e Confedilizia notizie. Era una formidabile fonte per chi il giornalista lo faceva per mestiere: sua la segnalazione che fece scoppiare lo scandalo Affittopoli»);
Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia («Ho cercato di rappresentare quanto ha fatto in tanti anni alla guida della nostra organizzazione. Battaglie importanti che ha combattuto su tassazione, locazioni, sfratti, condominio. Tutti questi temi li affrontava sempre avendo ben presente un filo conduttore: la difesa dei principi»).
Il Volume sarà presentato a Roma il 17 novembre
Gli altri autori Daniele Capezzone, direttore de Il Tempo e Antonio Patuelli, presidente ABI, saranno invece tra i protagonisti della presentazione del volume che la Confedilizia ha organizzato a Roma il prossimo 17 novembre, come annunciato alla platea da Giorgio Spaziani Testa.
Il pubblico al PalabancaEventi alla presentazione del libro dedicato a Corrado Sforza Fogliani a quattro anni dalla morte. (foto Mauro Del Papa)
L’intervento di Maria Antonietta De Micheli
La moglie di Corrado Sforza Fogliani, Maria Antonietta De Micheli, è stata protagonista di un applauditissimo intervento che ha rappresentato molto più di un ringraziamento che ha voluto fare agli autori dei saggi, citandoli uno a uno.
«Corrado, l’avvocato, il giornalista, l’insegnante e preside (è in questa veste che l’ho incontrato), lo studioso, il politico, il presidente. Nonostante fosse tutto questo non si è mai vantato dei successi raggiunti, ma ricordava con soddisfazione di aver ricoperto incarichi pubblici senza aver mai ricercato nessun vantaggio di natura personale».
«Pretendeva poco dagli amici, solo che non gli facessero perdere tempo. Sulla sua scrivania c’era in bella mostra una tavoletta con scritto: “Signore, benedici chi non mi fa perdere tempo”».
Corrado Sforza Fogliani, un uomo di fede
«E lui il tempo non lo ha mai sprecato. Aveva sempre con sé penna e foglietti sui quali appuntava pensieri che andava sviluppando; la sua testa andava veloce e non aveva tempo da perdere. Riteneva che la vita fosse per tutti, come diceva il Manzoni, un impegno, o meglio, un’occasione per esprimere le nostre qualità morali».
«Corrado era uomo di fede. “Dio mi ha sempre tenuto una mano sulla testa”, soleva dire. In un’intervista dichiarò che per lui la fede era una certezza, una protezione e una grande speranza. È stato definito un uomo positivo, aperto al dialogo e ai progetti con il pensiero fissato in un futuro più umano e sereno per sé e per gli altri. Anche questo era Corrado, il mio Corrado».
L’incontro è stato seguito anche in diretta streaming attraverso il sito della Banca di Piacenza. A tutti i partecipanti è stato fatto omaggio di una copia del libro.
La consegna del premio di laurea istituito da Confedilizia in memoria di Corrado Sforza Fogliani, consegnato da Antonietta De Micheli alla dottoressa Ludovica Bora. (foto Mauro Del Papa)
Il premio di Laurea a Lodovica Bora
Al termine della presentazione del volume, spazio alla cerimonia di consegna del premio di laurea (insieme a una targa ricordo) istituito dalla Confedilizia in memoria di Corrado Sforza Fogliani, consegnato da sua moglie Antonietta De Micheli alla dottoressa Ludovica Bora (presente con i genitori) per la laurea magistrale in Gestione d’azienda (Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica di Piacenza) con una tesi sul tema “Immobili e fiscalità green: gli incentivi per il recupero edilizio”.
In rappresentanza della Cattolica erano in sala i professori Andrea Renda e Chiara Mussida che, assieme ad Antonino Coppolino, hanno fatto parte del comitato di assegnazione del premio di laurea.
