Le croci che parlano a chi cerca il Risorto
Si intitola “La luce della fede” il 14esimo crocifisso ideato e disegnato da Stefano Villaggi: la nuova grande scultura (alta 4 metri, interamente in ferro), realizzata con il contributo tecnico di Francesca Bonomini, sarà inaugurata domenica 27 settembre (quindi non il 13, come inizialmente programmato) in viale dei Tigli a Fiorenzuola d’Arda. A benedire l’opera sarà il parroco di Fiorenzuola, monsignor Giuseppe Illica, mentre a tagliare il nastro sarà, come avviene da tempo, Martina Villa.
Spinta a riflettere
“Ho dedicato questo crocifisso – spiega Villaggi – alla risurrezione e al mio credo”. Un enorme cuore, che rimanda all’infinito amore di Chi è morto per la salvezza di tutti ed è sormontato da 12 stelle che richiamano i 12 apostoli, è spalancato dalla forma di una croce, un crocifisso nel quale però – come in quasi tutte le opere (oltre ai quadri, 23 sculture tra cui 14 crocifissi) del 64enne fiorenzuolano – Cristo “non è raffigurato, perché mi dà fastidio vedere Gesù sofferente”.
Nel lato sinistro sono riuniti vari simboli (la crocifissione, la pace simboleggiata da una grande colomba e la luce del regno di Dio), nel lato destro c’è una frase di mons. Gianni Vincini, per molti anni parroco di Fiorenzuola: “Il Signore ancora risorge quando noi come figli della risurrezione risorgiamo da ogni svolta difficile della nostra vita”.
“Gesù è vivo”
Il primo crocifisso realizzato da Villaggi è stato quello per la facciata della chiesa cittadina della Sacra Famiglia, all’Infrangibile: “Grande merito va all’indimenticato Francesco Quartieri (storico imprenditore e pilastro del volontariato piacentino, ndr) e alla Neon Radelme, poi guidata dal figlio Eugenio. A loro devo dire grazie anche per l’avvio del complesso percorso che ha portato, nel settembre 2014, all’installazione della nuova croce in ferro sul Carevolo, il monte che ammiravamo insieme dal balcone a Ferriere”.
Nel timore di ripetersi, il fiorenzuolano aveva ipotizzato di non proseguire dopo la settima croce, ma ora i crocifissi (collocati nei territori comunali di Ferriere, Coli, Vernasca, Morfasso, Lugagnano, Alseno e Castell’Arquato, anche in area privata) stanno per diventare 14, come le tradizionali stazioni della Via Crucis, perché le richieste e gli apprezzamenti non si sono mai interrotti: “Quando mi dicono che le croci sono belle – racconta Villaggi – mi fa piacere, ma per me è ben più importante che siano uno stimolo alla riflessione personale rispetto al fatto che Gesù è risorto ed è vivo”.
Collettività in aiuto
Con umiltà, Villaggi ripete più volte che le sue creazioni non esisterebbero senza “la generosità dei privati che ogni volta anticipano le spese per carpenteria e colori o di chi, in questo caso l’azienda di Luigi Rapacioli, realizza il basamento della scultura. In questi anni sono state un totale di 250 persone – tecnici, professionisti, imprenditori, amici, sostenitori… – a darmi modo di realizzare i miei disegni: io mi sento parte della collettività che rende possibili queste opere”.
Si intitola “La luce della fede” il 14esimo crocifisso di Stefano Villaggi: sarà collocato, grazie a Marco Loschi, in un’area privata in prossimità del sacello di Braida.
Il racconto delle opere in un libro per Amop
Stefano Villaggi racconta la realizzazione delle sue prime dodici croci nel libro (a cura di Sergio Efosi) “Lottava meraviglia”.
Il titolo – non a caso senza apostrofo – è un riferimento all’ottava croce, quella collocata nel 2020 a Filippazzi di Coli: un omaggio, condiviso con Giovanni Boselli, alle vittime del Covid, tra cui i fratelli don Giovanni e don Mario Boselli, nella certezza che in quei terribili giorni “Gesù – spiega Villaggi – lottava per la nostra salute”. Quanto ricavato grazie al volume è stato devoluto ad Amop.
