Carabinieri, il saluto del colonnello Pierantonio Breda
A inizio settembre, dopo quattro anni al vertice del Comando Provinciale di Piacenza, il colonnello Pierantonio Breda ha lasciato il territorio emiliano per assumere la guida del 1° Reggimento Carabinieri “Piemonte”. L’ufficiale era giunto a Piacenza nel settembre del 2022, dopo aver guidato per un altro quadriennio il Comando Provinciale di Asti e forte di precedenti significative esperienze maturate allo Stato Maggiore del Comando Generale, a Roma, a Genova e in territorio siciliano. Il colonnello ha concluso il suo mandato tracciando, il bilancio dell’attività svolta.
Colonnello Breda, il bilancio dell’attività svolta
Sotto la sua guida i Carabinieri di Piacenza, grazie all’azione corale di tutte le articolazioni del Comando Provinciale, hanno perseguito l’obiettivo di tutelare la legalità del territorio, coniugando l’attività di prevenzione e contrasto ai reati con una costante e partecipe vicinanza alla cittadinanza. L’analisi dei dati operativi dell’ultimo quadriennio ribadisce il ruolo cruciale dei Carabinieri nel garantire la sicurezza pubblica in tutta la provincia. I militari hanno infatti proceduto per circa l’85% dei delitti denunciati sull’intero territorio, affrontando una media annua compresa tra i 7.700 e i 9mila reati. Questo sforzo investigativo ha permesso di individuare, ogni anno, i responsabili di oltre 2mila casi, eseguendo centinaia di arresti in flagranza e, a seguito delle indagini svolte, numerose misure cautelari emesse dall’Autorità Giudiziaria.
Tra i meriti del colonnello Breda, l’attenzione
ai reati a danno dei più fragili
Sul fronte del contrasto alla criminalità, massima attenzione la si è dedicata ai reati di natura fraudolenta ai danni delle persone fragili. A tale proposito, merita una menzione l’importante indagine avviata nell’ottobre 2023 e conclusasi nel luglio 2024 con l’esecuzione di una misura cautelare a carico di cinque soggetti, legati tra loro da vincoli familiari. Facendo leva sulla generosità e sulla sensibilità delle vittime, gli indagati prospettavano malattie, difficoltà economiche e problemi giudiziari del tutto inesistenti. In questo modo, avevano sistematicamente raggirato tre anziani prelati e un’anziana benefattrice, facendosi elargire nel tempo, l’indebita somma di un milione e duecentomila euro. Il denaro è stato poi recuperato grazie al sequestro dei conti correnti e di tre immobili intestati al gruppo criminale.
Le numerose iniziative
Nel settembre 2025 ha visto la conclusione un’operazione che ha consentito di ricostruire 77 episodi di truffa online, commessi in diverse province italiane (di cui 12 ai danni di residenti nel piacentino). Nel complesso sono stati denunciati 23 truffatori ed è stato eseguito un sequestro preventivo di quasi 130mila euro. Tra le numerose iniziative di contrasto allo spaccio di stupefacenti, spicca l’indagine “Black House”, conclusasi nel gennaio 2023 con 29 misure cautelari. Nel corso dell’attività investigativa, i militari avevano effettuato ulteriori 17 arresti in flagranza e sequestrato considerevoli quantitativi di cocaina, eroina, hashish, marijuana e metadone. Tante e rilevanti sono state anche le indagini sui reati predatori consumati sul territorio piacentino.
Da menzionare, inoltre, l’operazione condotta tra il febbraio 2023 e il febbraio 2025, contro i furti di costosissime biciclette da competizione. L’attività ha consentito di arrestare due persone in esecuzione di una misura cautelare, di denunciarne altre otto e di recuperare buona parte della preziosa refurtiva. Paradigmatica delle insidie della rete è stata l’inchiesta portata a termine nel febbraio 2025 con l’arresto, su ordinanza di custodia cautelare, di tre giovani- La banda adescava i ragazzi su piattaforme social dedicate ad incontri occasionali, le attirava in luoghi appartati e qui, sotto la minaccia di coltelli, le rapinava.
Azioni d’intervento
Tra i principali ambiti d’intervento dei Carabinieri di Piacenza figura il contrasto all’immigrazione clandestina e al caporalato. A marzo 2025, i militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini indiani, accusati dello sfruttamento lavorativo di una decina di connazionali irregolari. L’indagine, nata dal monitoraggio di un anomalo viavai di furgoni nelle campagne della Bassa piacentina, ha permesso di accertare gravi condizioni di sfruttamento. Le vittime infatti lavoravano nei campi per dodici ore consecutive, senza pause, ferie o riposi. Questo in totale violazione delle norme sulla sicurezza, a fronte di una retribuzione di soli 5 euro l’ora.
