Amati nelle nostre miserie
Quante miserie vediamo in noi, se siamo onesti…
Perdonare è più facile quando abbiamo fatto prima l’esperienza di venire perdonati; per fare questo però bisogna prima di tutto ammettere di aver sbagliato e di aver bisogno di perdono.
Nella nostra cultura ammettere di aver sbagliato non sembra sia una cosa di cui andare fieri: fin da piccoli capiamo che, se anche in teoria ti dicono che “sbagliando si impara”, poi l’errore di fatto porta immancabilmente con sé conseguenze spiacevoli.
Sbagli un compito? Il voto si abbassa. Esegui male un lavoro, dici una parola sbagliata, prendi una decisione che si rivela poi pessima?
Le conseguenze arrivano e le vie da percorrere non sono molte: o te ne assumi la responsabilità o fuggi.
Molti di noi scelgono la seconda opzione: ogni volta cercano di schivare le responsabilità di azioni o scelte compiute personalmente, cercando affannosamente qualcuno o qualcosa su cui gettare la colpa.
Non è facile, ma alcuni diventano davvero bravi, e, anche di fronte all’evidenza, mostrano di essere così convinti della loro innocenza da gettare in confusione anche chi poco prima era più che certo di aver visto con i propri occhi il vero responsabile.
Il prezzo della perfezione
Potrebbe sembrare quasi una virtù, se non fosse che il prezzo da pagare per mantenere viva la pretesa di non sbagliare mai è altissimo: non sentirsi mai amati gratuitamente.
Queste persone infatti credono tristemente che l’amore lo si debba meritare: se fai il bravo vieni amato; se fallisci, l’amore viene meno. Per questo non si può sbagliare, e coprire i propri errori diventa una questione vitale.
La realtà quotidiana però ci dice che tutti inevitabilmente cadiamo, e ciò non è necessariamente un male, perché proprio quando sbagliamo alla grande, quando siamo inescusabili nei nostri errori, abbiamo l’opportunità di fare esperienze bellissime di amore.
Quando non abbiamo niente da offrire per farci amare, ecco che diamo alle persone che ci vogliono bene l’opportunità di stupirci regalandoci il loro amore, un amore totalmente immeritato, a immagine dell’amore che Dio ha per noi.
Certo non tutte le persone sono capaci di offrirci un amore così, questo ce lo dobbiamo dire: se sono proprio loro quelli che ci hanno inculcato questa irrealistica pretesa di perfezione, forse non saranno in grado di donarci proprio loro un amore incondizionato, ma ciò non toglie che valga la pena provare, magari anche con qualcun altro: abbiamo bisogno di toglierci la corazza per lasciarci incontrare, abbiamo bisogno di mostrarci nelle nostre vulnerabilità per offrire all’altro l’opportunità di farci sentire amati così come siamo.
Amati nelle nostre miserie
Abbiamo il diritto di essere amati perché ne siamo degni: non per ciò che facciamo o abbiamo fatto, ma perché siamo figli di Dio, amati da Lui. Questa è una verità incontrovertibile che Gesù stesso è venuto ad annunciarci.
Quando noi riconosciamo i nostri errori – e più sono grossi e inescusabili e meglio è – diamo l’opportunità anche a Dio Padre di farci sentire tutto il suo amore per noi. E con Lui non ci sono dubbi: Lui ci ama davvero di un amore senza riserve e senza condizioni.
Confessare il nostro peccato
Se sull’amore degli uomini possiamo talvolta avere qualche dubbio, su quello di Dio proprio no. Con Lui possiamo toglierci tranquillamente la corazza e mostrare le nostre vulnerabilità perché Lui di noi ama anche quelle. E scopriamo che il suo amore non ce lo dobbiamo conquistare a forza di buone azioni, perché Gesù ci ha già mostrato cosa è disposto a fare Dio per amore nostro: sulla croce Egli ha già dato tutto se stesso, fino all’ultima goccia di sangue, per pagare proprio quegli errori che insensatamente cerchiamo di nascondere.
Confessare il nostro peccato allora diventa un’esperienza di profonda guarigione.
Come diceva Papa Francesco: “quando ci confessiamo accade l’inaudito: scopriamo che proprio quel peccato, che ci teneva distanti dal Signore, diventa il luogo dell’incontro con Lui. Lì il Dio ferito d’amore viene incontro alle nostre ferite. E rende le nostre misere piaghe simili alle sue piaghe gloriose. C’è una trasformazione: la mia misera piaga assomiglia alle sue piaghe gloriose. Perché Egli è misericordia e opera meraviglie nelle nostre miserie”.
15 – Continua
La prossima tappa sarà online mercoledì 9 settembre
