Uno «zaino della speranza» per i bambini della Terra Santa
di Adriana Sigilli  
29 Agosto 2026

Uno «zaino della speranza» per i bambini della Terra Santa

Mentre anche in Terra Santa suona la campanella del nuovo anno scolastico, la drammatica crisi economica e sociale continua a gravare sulle famiglie e sui più piccoli. Nel testo che segue, Adriana Sigilli (Diomira Viaggi) riflette sul ruolo cruciale delle scuole cristiane a Betlemme, Gerusalemme e Gaza, lanciando un accorato appello a sostegno del progetto “Lo Zaino della Speranza” insieme a Oasi di Pace.

 

Cari amici, a settembre tornano a suonare le campanelle nelle scuole anche in Terra Santa, gli zaini, i quaderni nuovi e l’emozione del primo giorno. Ma in Terra Santa non sarà così per tutti.
A Betlemme, Gerusalemme, Gerico, Nazareth e in molte altre città, la scuola resta un punto fermo. Intorno, però, la realtà è profondamente cambiata.
Da quasi tre anni conflitto, paura, restrizioni e assenza di pellegrini hanno colpito duramente le famiglie. Per molte, il turismo e i pellegrinaggi erano la principale fonte di reddito. Quando il lavoro manca, anche pagare una retta scolastica diventa impossibile. Eppure la scuola è molto più di un luogo dove imparare matematica, storia o lingue. È lo spazio in cui un bambino conosce il mondo, impara a rispettare l’altro, cresce insieme a chi è diverso e può ancora guardare al futuro.
In Terra Santa, una straordinaria rete di scuole cristiane offre da generazioni questo ambiente a bambini cristiani e musulmani, promuovendo educazione, fraternità e convivenza.

Le scuole della Custodia francescana sono presenti da secoli a Betlemme, Gerusalemme, Nazareth, Gerico e Acri. La scuola francescana di Betlemme, tra le più antiche istituzioni educative della missione francescana, sostiene non solo gli alunni e le loro famiglie, ma anche la comunità cristiana, offrendo lavoro a numerosi insegnanti e collaboratori.

Un lavoro prezioso, reso ancora più difficile dalle restrizioni. Molti insegnanti di Betlemme e della Cisgiordania hanno bisogno di permessi per attraversare i controlli e raggiungere il luogo di lavoro. Dietro ogni scuola ci sono quindi bambini da educare, famiglie da sostenere e una comunità da custodire.

A questa rete appartengono anche le scuole del Patriarcato latino di Gerusalemme, impegnate nell’educazione e nell’incontro, e l’Istituto Pontificio Effetà Paolo VI di Betlemme, che da oltre cinquant’anni accompagna bambini e ragazzi audiolesi, offrendo loro la possibilità di comunicare, crescere e costruire il proprio futuro.

Educare in Terra Santa significa seminare speranza in una terra segnata da divisioni, conflitti e ferite profonde. Da tre anni, per molti bambini, l’attualità significa guerra, distruzione, paura, feriti e orfani. La scuola può offrire parole diverse: rispetto, dialogo, amicizia, perdono, solidarietà. Non solo principi da insegnare, ma valori da vivere ogni giorno. Oggi questa missione è più necessaria che mai.

Drammatica la situazione a Gaza

Anche a Gaza, dove la situazione educativa è drammatica, il Patriarcato latino lavora per riaprire la scuola della parrocchia della Sacra Famiglia e accogliere circa mille bambini. È una speranza concreta, ma ancora piccola davanti ai bisogni di una popolazione infantile privata da troppo tempo di un’istruzione adeguata.
Dietro ogni numero ci sono volti, nomi e storie: bambini che hanno diritto a tornare in classe, incontrare i compagni, fare domande e sognare.
Per questo sostenere una scuola significa proteggere il futuro. Significa aiutare una famiglia senza reddito a non dover scegliere tra il cibo e l’istruzione. Significa dire a un bambino: tu hai un futuro e noi crediamo in te. È questo il senso dello Zaino della Speranza.

Garantire il diritto all’istruzione

Dentro ci sono quaderni, libri e matite. Ma soprattutto c’è la possibilità di continuare a studiare. Con Oasi di Pace vogliamo stare accanto ai bambini e alle loro famiglie, sostenendo il diritto all’istruzione e la missione delle scuole cristiane della Terra Santa. Perché la guerra e la povertà non devono scrivere il futuro dei più piccoli.
Le campanelle devono tornare a suonare per tutti.
E ogni bambino deve poter entrare in classe con uno zaino sulle spalle e una speranza nel cuore.
Uno zaino per la scuola.
Uno zaino per la speranza.
Uno zaino per costruire un futuro diverso.

 

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