Caorso, la «messa in strada» della Casa famiglia Santa Lucia
Nel giorno di Santa di Santa Monica, il 27 agosto, si è svolta a Caorso, in via Don Chiappa 5, alla Casa famiglia Santa Lucia della Comunità Papa Giovanni XXIII la “Messa in strada”, un’occasione per riflettere sul valore dell’accoglienza e sul rapporto tra la nostra vita e l’eucaristia.
La Casa, nella sua esperienza di oltre vent’anni, fondata da Mauro Carioni e Lodovica Ghezzi, custodisce al proprie interno nella cappella il Santissimo Sacramento. La messa in strada è un modo per andare incontro alle persone come “Chiesa in uscita”, secondo l’espressione di papa Francesco, e farle incontrare con Dio.
Un momento della messa in strada alla Casa Famiglia santa Lucia di Caorso.
La messa con don Benzi nel 2003
nella casa famiglia Santa Lucia
Il 27 agosto 2003 don Oreste Benzi celebrò nella struttura caorsana per la prima volta la messa all’aperto. Come ha ricordato Luca Carioni, quell’episodio segnò l’inizio di uno stretto legame tra la vita della comunità che accoglie persone con diverse fragilità e l’eucaristia. Un segno spirituale forte che trasforma quell’abitazione in un luogo di preghiera continua per la comunità.
Quest’anno la celebrazione è stata presieduta da don Pierluigi Dallavalle che, nell’omelia, ha sottolineato il valore dell’accoglienza e della famiglia nel mondo contemporaneo.
Don Dallavalle ha evidenziato la particolarità di una liturgia celebrata in strada: “Gesù è presente in questa casa, dove l’eucarestia vi è custodita come presenza permanente e questa sera si rende visibile sulla via pubblica”.
La messa in strada alla Casa Famiglia Santa Lucia di Caorso, fondata dai coniugi Carioni.
Con la stessa fiducia di Santa Monica
Accostando l’esperienza della Casa famiglia alla figura di Santa Monica, descritta come “la donna delle lacrime ascoltate da Dio” per la sua costante preghiera a Dio per la conversione del marito e del figlio Agostino, il sacerdote ha offerto una chiave di lettura spirituale della sofferenza e del servizio: “Da soli con le nostre forze non possiamo risolvere i problemi globali; una famiglia, in dialogo con il quartiere in cui abita, può però dimostrare prossimità al dolore di ognuno”. Don Dallavalle si è poi concentrato sul valore della perseveranza quotidiana per dare continuità alle proprie scelte.
L’impegno della Comunità Papa Giovanni è stato riconosciuto dalla Chiesa piacentina che nel 2024 ha conferito il Premio Antonino d’Oro ai coniugi Carioni.
