Mission impossible
di Don Andrea Campisi  
14 Maggio 2026

Mission impossible

Mission impossible…
per noi umani

 

Dal Vangelo secondo Matteo (28,16-20)
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea,
sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.
Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli,

battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo,
insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato.
Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

 

La nostra vita e la Parola


Con voi. “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”: c’è un pericolo quando ci si pone di fronte alla Sacra Scrittura, quello di estrapolare alcune frasi togliendole dal contesto e facendone un uso improprio a seconda dei propri interessi. Gesù assicura ai suoi discepoli la sua presenza costante e vitale. Tale rassicurazione di Gesù è nel contesto della missione che egli affida ai suoi. Gesù non è colui che ci portiamo dietro quando andiamo per le nostre vie, non è il cappellano che dà la benedizione alle nostre opere. Egli è colui che ci affida una missione che è evidentemente sproporzionata rispetto alle nostre capacità. È per noi una mission impossibile, una mission che pare sovrastarci. Già rendersene conto è vitale perché significa rinunciare alla nostra pretesa di fare da soli: la missione sarà sempre più grande di noi ed è possibile in forza di ciò che Gesù ha comunicato ai discepoli: “a me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra”. La Chiesa opera in questa sinergia con l’azione di Dio senza la quale tutto si riduce a qualcosa di molto povero e insignificante. Solo così manifesta la potenza di un altro.

La missione. Di quale missione si tratta? “ Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato”: si tratta dunque di una missione generativa. Tutto quello che c’è in più è successivo a questo atto di generare figli di Dio. Non si tratta innanzitutto di spiegare o diffondere una visione della vita o una serie di comportamenti morali da adottare: questo viene dopo.
Il battesimo è una strada di generazione alla vita nuova e la generazione della vita non avviene per passaggi logici o dimostrazioni, avviene per una fecondità: è così per la vita fisica ed è così per la vita di grazia. Un bambino viene concepito non per mezzo del dialogo ben argomentato tra un uomo e una donna, così la vita cristiana non è prodotta da conferenze o seminari, ma si trasmette per relazione con Dio e con gli uomini suoi testimoni e discepoli.

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