13 Ottobre 2015

70 anni fa rinasceva lo scoutismo piacentino

70 anni fa rinasceva
lo scoutismo piacentino

Gigi Menozzi, tuttora attivo nel movimento, fu uno dei protagonisti della ripresa

Settant’anni fa, nel 1945, rinasceva lo scoutismo piacentino. Gigi Menozzi c’era, con le prorompenti energie dei suoi 18 anni che lo resero uno dei protagonisti ri-fondatori. C’è oggi, sempre attivo, o agitato come si autodefinisce, orgogliosamente e ininterrottamente inserito da allora nel “grande gioco” dello scoutismo ideato da Baden Powell.
Tanto per confermare la sua inossidabile attività, insieme all’ing. Livio Pinto, responsabile del campo base di Spettine, si è appena recato a Bracciano dove ha preso parte all’”Indaba”, confronto annuale con altri responsabili nazionali del “Settore Specializzazioni” volto a realizzare uno strumento educativo allineato ai tempi, capace di coniugare tecnica e spiritualità, di mostrare la bellezza dell’essere competenti per essere utili. In questo lungo lasso di tempo Gigi è pure diventato capostipite di una dinastia di scout: lo sono infatti i suoi tre figli e i suoi otto nipoti. Lo abbiamo incontrato a Prato Ottesola, alla canonica trasformata in “base della balena”, così detta per la vicinanza col luogo in cui sono stati trovati, 200 anni fa, gli scheletri completi di due balene. Incapace di stare fermo stava montando, insieme a colleghi, un ampio tendone per offrire posti all’aperto e al coperto agli ospiti della base.

Dal 1927 l’ASCI, come si chiamava allora il movimento scout, fondato a Piacenza nel 1921, sospeso prudenzialmente dal Papa nel periodo fascista, era silente, ma covava come il fuoco sotto la cenere. L’occasione buona per riattizzarsi e riesplodere fu il 25 aprile 1945, la liberazione. Subito i capi storici del ’21, Renato Scaravaggi e Mario Cavazzuti, ottenuto l’appoggio del vescovo Menzani, cercarono persone idonee allo sviluppo del movimento. Ecco entrare in scena Gigi, giovane, sportivo, entusiasta, intraprendente, già attivo coi ragazzi della sua parrocchia S.Eufemia, immediatamente conquistato dalla proposta di attività all’aria aperta, inquadrata nei quattro punti fondamentali dello scoutismo: formazione del carattere, salute e forza fisica, abilità manuale, spirito di servizio.

IL VIA NEL CORTILE DEL SAN VINCENZO. LA PROMESSA NEL 1946. Ricorda che l’avventura ebbe inizio nel cortile del S.Vincenzo, dove avvenne la prima riunione ri-fondativa. Ogni domenica dopo la messa si tenevano incontri a fini organizzativi. Ben presto, in agosto, si passò alla concretezza con il primo “campo scout” a Santa Franca, la stessa località che farà da sfondo alla celebrazione dei settant’anni dalla rinascita dello scoutismo piacentino. Ricorda Gigi l’avventuroso arrivo suo e dei suoi amici a Santa Franca dopo un percorso su strade postbelliche pressoché impraticabili.
Da Bettola fino a Prato Barbieri poterono contare sul camioncino di un pollivendolo che era però impossibilitato a fermarsi per caricare il gruppo. Poteva solo rallentare. Si era in salita, ricorda Gigi, e, se si fosse fermato, non sarebbe riuscito a ripartire. Nessun problema: lanciati gli zaini al volo in mezzo ai gallinacei, in pochi balzi si sistemarono loro stessi, risparmiandosi un bel po’ di cammino a piedi. Da quello che fu battezzato “il campo della rinascita” uscirono i primi gruppi: il Piacenza 1 affidato a Carlo Luraschi, il Piacenza 2 affidato a Ermenegildo Gobbi e Carlo Rasperini ed il Piacenza 3 affidato a Gigi Menozzi. Alla prima riunione al San Vincenzo erano partiti in 50. Al campo erano andati in 25.
La solenne “promessa” di Gigi Menozzi in Cattedrale, davanti alla Madonna del Popolo e alla presenza del vescovo Malchiodi, è del 12 marzo 1946. Promessa così rispettata e pienamente vissuta in tutto il corso della sua vita da fargli meritare un riconoscimento ufficiale con il conferimento dell’Antonino d’oro 2014 per la sua lunga attività di squadra quale educatore scout. In effetti dal servizio in S.Savino, continuativo per otto anni, passa a commissario provinciale e successivamente a commissario di zona.
Quando il Consiglio Generale di Roma decide di fondare il Settore Specializzazioni gli conferiscono il mandato per i primi cinque anni. Rimarrà responsabile nazionale per quindici anni. Preziosissima la collaborazione del preside Norberto Ramella col quale condivide ideali e passioni: il Settore Specializzazioni non deve essere tecnica pura, ma formazione della persona nel suo complesso. Fonda, sempre in collaborazione con altri, la base di Spettine, considerata la Casa Madre, l’Università delle Specializzazioni, di cui sarà responsabile per quarantacinque anni, fino al 2013.

L’ASCI, Associazione scoutistica cattolica italiana, solo maschile, si fuse nel 1974 con l’AGI, Associazione guide italiane, solo femminile, per dare vita all’attuale AGESCI, associazione mista. Gigi Menozzi, a 88 anni, con la sua intatta carica di dinamismo, di comunicativa, di simpatia, di contatto umano, è la testimonianza vivente di quanto validi siano i principi educativi insiti nello scoutismo. Vi è entrato per giocare – racconta -, ma ben presto lo ha assimilato a stile di vita. La sua esistenza è il riflesso dei fondamentali riferimenti coincidenti coi vertici del suo triangolo magico nella cui area si è sempre mosso: scuola, famiglia, scoutismo.

Articolo pubblicato sull’edizione di venerdì 2 ottobre 2015

Luisa Follini

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