Alla Cattolica inaugurata la mostra «Mappe. Geografie segrete»
Una pietra che si sfoglia come un libro, una sfera caposcala consumata dal tempo che diventa un mappamondo, una lettera spostata per cambiare il senso di un viaggio. Sono alcuni degli indizi disseminati nell’atrio d’onore dell’Università Cattolica, dove è stata inaugurata Mappe. Geografie segrete, rassegna con le opere di dieci artisti, visitabile per un mese al campus.
L’esposizione, curata da Carlo Francou, nasce dal fascino delle mappe, che dicono più di quanto sembrano voler dire. Prologo del catalogo è uno scatto di Ugo Locatelli, artista piacentino scomparso nel 2023: una sfera caposcala a cui il tempo ha sottratto la vernice, facendo emergere una nuova geografia.
Francou ha spiegato che le mappe in mostra non riguardano specifici ambiti geografici del pianeta, ma «luoghi dello spirito» attraverso cui esplorare «terre sconosciute, cieli ignoti, confini immateriali dentro e fuori di noi».
Mappe. Geografie segrete: due le sezioni
In Tra Oriente e Occidente, affidata a memoria e racconto, Gustavo Foppiani trasforma Arzew in un oriente immaginario, Armodio costruisce mondi a metà tra fantasia e realtà, Veniero evoca con il colore le culture del Mediterraneo, Romano Tagliaferri accosta paesaggi solo in apparenza lontani e Giorgio Milani trasforma i caratteri a stampa in mappe interiori.
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