«In Madagascar ho scoperto che il Signore è sempre vicino»
di Erika Negroni  
08 Ottobre 2026

«In Madagascar ho scoperto che il Signore è sempre vicino»

«In Madagascar ho scoperto che il Signore è sempre vicino». Sono le parole di suor Gemma Zavatta che a Roveleto, in occasione dell’apertura dell’anno pastorale, ha portato la testimonianza di oltre 30 anni di missione nel cuore del Madagascar, in una terra che ha imparato a conoscere, amare e servire. Una terra che nel mese di agosto ha accolto anche il gruppo giovani della parrocchia di Roveleto, protagonista insieme al parroco don Umberto Ciullo di un’esperienza missionaria a contatto con una realtà profondamente segnata dalla povertà.

Gli inizi della missione in Madagascar

La sua storia comincia nel novembre del 1975, quando suor Gemma parte per raggiungere una terra lontana, portando con sé poche certezze e un forte desiderio: incontrare una popolazione povera, in gran parte animista, che ancora non conosceva Gesù Cristo. «Sono partita con il desiderio di mettermi al servizio e poi la Provvidenza ha fatto tutto il resto. Quando si parte per donare se stessi, bisogna affidarsi». Non si sentiva preparata a tutto ciò che avrebbe incontrato. Al suo arrivo c’erano altre quattro religiose, una lingua difficile da imparare e strade spesso impercorribili.  «Ho visto che il Signore è vicino a chi ha fiducia in Lui – ha raccontato -. Se l’aiuto che dai non lo fai con Dio, non è la stessa cosa: rischia di diventare soltanto un progetto tuo».

Tra povertà, fede e vita quotidiana

La missione in Madagascar, iniziata nella capitale ad Antananarivo, si è sviluppata in un contesto segnato dalla povertà. «La gente vive nella miseria, ma sempre nella gioia». Una gioia capace di attraversare anche i momenti più difficili, laddove le difficoltà sono spesso molto concrete. Durante la stagione delle piogge le strade della foresta diventano impraticabili: fango, buche e ponti danneggiati rendono difficili gli spostamenti. «Quando un ponte è completamente rotto, non rimane che proseguire a piedi, anche per lunghe ore». Una situazione che può trasformarsi in una questione di vita o di morte. «Ci sono donne che partoriscono in strada, senza riuscire ad arrivare all’ospedale», ricorda.

La missione, non si è mai limitata all’annuncio del Vangelo: accanto alla pastorale c’è sempre stata l’attenzione ai bisogni più urgenti, soprattutto a quelli dei bambini. «Non è solo la povertà che ci avvicina a loro. I nostri bambini, per esempio, vivono spesso in capanne di fango o di legno. Quando arrivano le grandi piogge, queste abitazioni non durano. E allora bisogna aiutarli».

Trent’anni di frutti

In questi decenni suor Gemma ha visto cambiare profondamente la realtà nella quale era arrivata. La sua Congregazione, consacrata al Sacro Cuore di Gesù, ha una missione precisa: «Fare in modo che il suo Regno avvenga in ogni angolo del mondo». E i frutti, come ha testimoniato la suora, sono arrivati. «Ho visto tanti doni. I cristiani sono quadruplicati e le comunità sono diventate più numerose. Sono nate nuove parrocchie e anche nuove diocesi. La gente è tanta, crede, chiede i sacramenti». Nella capitale Antananarivo infatti, sono circa duemila i ragazzi che partecipano al catechismo. La presenza missionaria si è radicata nel territorio, con due case centrali e otto comunità. Dopo otto anni dalla presenza delle religiose è stato possibile compiere un ulteriore passo: aprire la formazione per le suore locali. «E’ una gioia vederle arrivare, tutte attive e volenterose».

Oggi  suor Gemma guarda alla strada percorsa con gratitudine e con la stessa fiducia del giorno della partenza. Le difficoltà non sono scomparse, ma hanno assunto un significato diverso: sono diventate parte di una storia affidata a Dio: «Si lavora per Lui e si resta là finché c’è vita».