Obolo, passeggiata lungo il cammino di don Borea
Il cammino di don Borea ripercorre idealmente i passi del prete partigiano, dalla sua canonica di Obolo al preventorio di Bramaiano dove si recava spesso ad assistere i feriti durante il periodo della Resistenza, passando per aree boschive e piccoli paesi.
Domenica 18 ottobre, per ricordare il sacrificio di don Borea, morto fucilato nel febbraio 1945, è in programma un’escursione guidata sul sentiero intorno al monte Obolo fino al “Preventorio Chiapponi”, che durante la seconda guerra mondiale ospitava l’ospedale partigiano.
La camminata, di circa 14 chilometri, inserita nei Sentieri della libertà, è promossa dal Museo della Resistenza Piacentina, in collaborazione con Oltre la Storia, Anpi, Paesaggi della Memoria e il Comune di Gropparello.
Per partecipare occorre la prenotazione al numero 329.7265227.
La locandina che annuncia la camminata a Obolo sui passi di don Borea.
Il sacrificio di don Borea
Don Giuseppe Borea diventò parroco di Obolo dal 1937, già nel 1942 fu denunciato al Tribunale Speciale per sovversione e propaganda antifascista e si sottrasse all’arresto appena dopo la caduta di Mussolini.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 divenne cappellano della Divisione Partigiana Val d’Arda, quando cominciarono a formarsi i raggruppamenti partigiani e si riferiva costantemente al comandante Giuseppe Prati.
Don Giuseppe Borea, con il nome di battaglia di Pius, fu un parroco in continua trasferta tra i giovani combattenti. Fu arrestato nel luglio 1944, ma riuscì a scappare e tornare al suo ruolo in Val D’Arda.
Fece assistenza ai feriti dell’ospedale di Bramaiano di Bettola e si adoperò per dare una prima sepoltura ai 33 partigiani caduti nell’imboscata del Passo dei Guselli, come aveva fatto con i quattro giovani uccisi a S. Franca.
Morì fucilato nel febbraio 1945.
