Pensare contemporaneo, sipario sulla quarta edizione del festival
di Francesco Petronzio  
28 Settembre 2026

Pensare contemporaneo, sipario sulla quarta edizione del festival

 

Si è chiusa con 23mila presenze la quarta edizione del Festival del pensare contemporaneo, duemila in meno rispetto alla scorsa, quando però venivano proposti venti incontri in più (ottantacinque contro i sessantacinque di quest’anno). Quella di ridurre i panel è stata una scelta voluta, come ha spiegato il curatore Alessandro Fusacchia durante la cerimonia di chiusura.

“A un certo punto il voler fare rischia di diventare bulimia: stavolta abbiamo voluto che le persone sentissero la possibilità di attraversare la città col passo giusto”, ha detto. In effetti, quella dei “troppi incontri” era una delle critiche che venivano mosse al festival, un problema perché la concentrazione in tre giorni e mezzo faceva sì che alcuni di essi si accavallassero, impedendo ai visitatori di seguirli tutti. Fusacchia ha poi commentato l’edizione confidando: “Non ho mai sentito come quest’anno il calore delle persone, che ci hanno restituito l’idea di una città accogliente. È un pezzo di strada fondamentale per arrivare al 2033”.

 

La cultura come leva per lo sviluppo

Della candidatura di Piacenza a Capitale europea della cultura hanno parlato anche Roberto Reggi e Katia Tarasconi.

“Quattro anni fa eravamo consapevoli che promuovere conoscenza significava utilizzare una leva importante per lo sviluppo del nostro territorio – ha detto il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano –. Grazie a questo festival abbiamo tutte le carte in regola per candidarci a Capitale europea della cultura”.

Reggi ha sottolineato poi il valore degli sponsor, spiegando che il festival è costato un milione e 50mila euro, finanziati al 30% dall’ente di via Sant’Eufemia, al 30% dal Ministero dell’istruzione e del merito (per la parte educativa), al 7% dalla Regione Emilia-Romagna e al 3% dal Comune di Piacenza. Il restante 30% arriva dai privati. E ha concluso: “Da domani iniziamo a preparare l’edizione del prossimo anno”, che si terrà dal 23 al 26 settembre 2027. La sindaca di Piacenza ha evidenziato che “il risultato che siamo riusciti a portare a casa in questi quattro anni è incredibile, abbiamo fatto una cosa grande e ne dobbiamo essere orgogliosi. In questo tempo dove tutto è urlato, è bello anche non essere d’accordo: questo festival è l’antidoto alle cose sguaiate”.

Festival del pensare contemporaneo: complessità, chiarezza e speranza

L’evento finale si è aperto con l’intervento dei direttori filosofici del festival. “Abbiamo bisogno di complessità e chiarezza – ha detto Andrea Colamedici –. La complessità senza chiarezza è elitismo, la chiarezza senza complessità è banalizzazione. Da soli possiamo sollevare domande piccole, insieme quelle più importanti, sul senso della vita, sul dove stiamo andando a sbattere. E serve la speranza, siamo tutti bravi a dire che tutto va male: serve il pessimismo dell’intelligenza, ma dobbiamo avere l’ottimismo della volontà. Dobbiamo essere in grado, insieme, di rimboccarci le maniche, spalancare lo sguardo e accogliere tutta la meraviglia che ci arriva addosso”.

“La filosofia può trasformare la vita”

“La filosofia, per anni, – ha riflettuto Maura Gancitano – è stata comunicata in modo noioso perché sembrava che fosse una cosa diversa rispetto alla vita, all’attualità, alla contemporaneità. Oggi rappresenta la necessità del pensiero che si trasforma in azione, il fatto che quel pensiero serve perché l’azione senza pensiero non va in nessuna direzione. E quel pensiero è sempre anche narrativo ed emozionale. È davvero emozionante pensare che tante persone vedano la filosofia come qualcosa che può trasformare la vita, in senso intimo e personale e in senso collettivo. L’idea che ci sia in questo festival una direzione filosofica è qualcosa che ha a che fare con questa trasformazione di cui abbiamo enorme bisogno. Tanti hanno detto di avere paura, ma credo che se tanti corpi, tante persone, tante esperienze si mettono insieme con quest’emozione che si sente qui e si è sentita in tutti i luoghi del festival in questi giorni significa che non è detta neanche questa volta, per l’umanità, l’ultima parola. Abbiamo attraversato e continueremo a farlo”.

 

festival del pensare contemporaneo

Festival del pensare contemporaneo, Tarasconi premia Jimmy Wales.

 

Festival del pensare contemporaneo, il  premio
a Jimmy Wales

In chiusura, l’assegnazione del Premio internazionale “Pensare contemporaneo” a Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia. La motivazione: “Per aver contribuito a rendere il sapere un bene comune: aperto, gratuito e costruito collettivamente da milioni di sconosciuti che scelgono di fidarsi gli uni degli altri. Per aver dimostrato che la conoscenza non è un patrimonio da custodire, ma un cammino da percorrere insieme.  Un’idea di sapere che nasce nel transito e attraversa ogni confine, linguistico, geografico e disciplinare, senza mappe già tracciate. Per aver ricordato, in un tempo di sfiducia, che la fiducia tra persone che non si conoscono è ancora la forza più grande che abbiamo per costruire qualcosa che duri”.

Nella sua lectio magistralis, Wales ha sottolineato: “Wikipedia esiste solo al plurale, la comunità è fondamentale e abbiamo compiuto questo viaggio insieme. Wikipedia è ben lontana dall’essere definitiva e perfetta: divari di genere, linguistici. Ora, poi, ci troviamo di fronte a qualcosa di nuovo che dobbiamo attraversare: l’intelligenza artificiale. È qui che Wikipedia non dovrebbe né lasciarsi trasportare dalla corrente, né essere resiliente, nel senso di rifiutarsi di imparare e cambiare. Wikipedia è sempre e soprattutto una comunità in cui nessuno è entrato da solo e nessuno attraverserà da solo ciò che verrà”.