Teresa Andena, una nuova sfida al Sant’Orsola
di Riccardo Tonna  
29 Agosto 2026

Teresa Andena, una nuova sfida al Sant’Orsola

 

Il pensionamento poteva essere l’inizio di una stagione tutta da vivere, fatta di tempo libero, viaggi e nuovi ritmi. E in parte lo è stato. Ma per Teresa Andena, dopo tanti anni alla guida dell’istituto Raineri – Marcora di Piacenza, è arrivato anche il momento di chiedersi se fosse davvero arrivato il tempo di fermarsi. La risposta è stata quasi naturale: quando le è stata proposta la direzione dell’istituto paritario Sant’Orsola, scuola primaria e secondaria di primo grado, in via Campo della Fiera a Piacenza, ha deciso di accettare una nuova sfida.

“Sono stata cercata per questo incarico – racconta – e la proposta mi è sembrata interessante e stimolante dal punto di vista didattico”. A convincerla non è stata soltanto la possibilità di mettere a disposizione l’esperienza maturata negli anni, ma anche la dimensione della scuola: una realtà contenuta, con otto classi – cinque di primaria e tre di secondaria di primo grado – e poco più di un centinaio di alunni.

 

Sant'Orsola

La sede della scuola paritaria Sant’Orsola in via Campo della Fiera a Piacenza.

Una scuola su misura per tutti

Una scuola su misura dei ragazzi, dunque, molto diversa dalle realtà scolastiche di grandi dimensioni nelle quali Andena ha operato. “Mi sembrava un ambiente in cui fosse possibile avere un rapporto più diretto con i ragazzi”. Ed è proprio questo rapporto, forse più di ogni altra cosa, che le è mancato dopo il pensionamento.

La dirigente arriva al Sant’Orsola, dove subentra al prof. Fabio Polledri, con un bagaglio professionale ampio. Alla lunga esperienza al Raineri – Marcora si aggiungono infatti dieci anni trascorsi come dirigente reggente in diversi istituti comprensivi del territorio, da Monticelli alla Valnure, da Bobbio a Rivergaro. Un’esperienza che le ha permesso di conoscere da vicino anche bambini e preadolescenti, le fasce d’età che oggi ritrova al Sant’Orsola.

“In questo momento – ammette – sono ancora in una fase di scoperta. Conoscere una scuola significa infatti incontrarne le persone, ascoltare gli insegnanti, comprendere i ragazzi e le famiglie, entrare poco alla volta nello stile educativo che la caratterizza. E il Sant’Orsola – sottolinea Andena – ha una propria identità precisa, frutto di una lunga storia e di una ricerca educativa che continua a guardare avanti”.

Il Sant’Orsola, una scuola dove ogni ragazzo
ha un volto

È forse questa la prima caratteristica che ha colpito la nuova preside. In una scuola con numeri contenuti è più facile conoscere ogni alunno, accorgersi delle sue difficoltà, valorizzarne le capacità. È una vicinanza che appartiene alla tradizione educativa delle Orsoline e che il Sant’Orsola intende custodire.

”Qui gli insegnanti – osserva Andena – possono stare vicino a ciascun alunno”. Una prospettiva che risponde anche a un suo desiderio personale: tornare a una relazione più diretta con gli studenti. Negli anni della dirigenza scolastica, inevitabilmente, il rapporto con i ragazzi era diventato più mediato dalla complessità organizzativa e dai grandi numeri. Al Sant’Orsola, invece, la dimensione della scuola permette di ritrovare quella quotidianità fatta di incontri, dialoghi, piccoli segnali da cogliere. “Mi sento ancora energica – dice la nuova preside – e penso di poter essere utile a fare qualcosa di buono”.

Le radici e lo sguardo al futuro

Il Sant’Orsola sembra così presentarsi a Teresa Andena come una realtà capace di tenere insieme tradizione e innovazione. Da una parte c’è l’eredità delle Dame Orsoline, con un patrimonio educativo che la scuola vuole conservare; dall’altra c’è la volontà di sperimentare e potenziare la proposta didattica.

Un esempio significativo riguarda le lingue straniere. L’inglese viene potenziato già nella scuola primaria, con tre ore settimanali di conversazione con docenti madrelingua. Nella secondaria di primo grado si aggiunge la possibilità di studiare il tedesco e di partecipare a soggiorni all’estero.

Ma c’è anche un ritorno alle radici della cultura classica attraverso il latino. Il “Metodo Vale” lo propone fin dalla primaria con un approccio particolare, non come una semplice “lingua morta”, ma come una lingua da scoprire e comunicare, in sintonia anche con le nuove indicazioni ministeriali. Un progetto nel quale ha un ruolo centrale la professoressa Donatella Vignola, tra le fondatrici e anima dell’iniziativa. “È una scuola – sintetizza Andena – che ha un piede nel passato e uno nel futuro. Da una parte le radici, dall’altra la capacità di guardare alla contemporaneità e alle competenze di cui bambini e ragazzi avranno bisogno”.

“Formare uomini dritti”

C’è infine una parola che riassume il modo in cui Teresa Andena ha sempre interpretato il proprio lavoro nella scuola: responsabilità.

Il suo sogno, racconta, è stato quello di contribuire a formare “uomini dritti”: persone capaci di assumersi responsabilità, di riflettere, di esercitare uno spirito critico e di affrontare la realtà con una solida dimensione culturale ed etica.

È un obiettivo che oggi porta con sé nella nuova esperienza al Sant’Orsola. Con la consapevolezza che educare non significa soltanto trasmettere conoscenze, ma accompagnare bambini e ragazzi nella crescita.

Dopo il pensionamento, Teresa Andena aveva assaporato la libertà di avere più tempo per sé. Poi, però, è tornata a farsi sentire una presenza: quella degli studenti. “Mi mancavano” – confessa, e così la nuova preside si prepara a entrare nella comunità del Sant’Orsola.