Il buon Dio e le nostre vacanze
E’ arrivato finalmente il caldo, è iniziata l’estate. Tutti siamo proiettati verso il tempo del riposo. Si pensa alla meta da raggiungere, si fanno i conti per capire quanti soldi si possono impegnare per i nostri desideri sempre più strani e particolari. I media ci dicono che ormai ci indebitiamo per fare le ferie. D’altronde nell’era di internet ci viene proposto di tutto nei posti più impensati. E in un attimo si rischia che il meritato riposo diventi svago eccessivo, fuga dalla nostra realtà. Si fanno le cose più strane, che mai avremmo pensato di fare. E con la nostra anima come la mettiamo? Portiamo anche lei in ferie oppure la dimentichiamo a casa? Il nostro rapporto con Dio è come quello con il datore di lavoro: ci rivediamo fra tre settimane!? Chi vive nella fede può e deve dare testimonianza anche vivendo il tempo del riposo. Non occorre fuggire. Non bisogna vincere la noia della quotidianità per il semplice fatto che il nostro quotidiano segna la nostra vocazione e quindi è già colmo di senso.Al contrario, avendo tempo a disposizione possiamo - oltre e ritemprare il fisico - anche fare il punto con noi stessi, possiamo guardarci dentro con maggiore intensità. Insomma, possiamo riordinare le cose della nostra vita. Possiamo mantenere un equilibrio complessivo nonostante il caldo afoso e le distrazioni che ci circondano. Tra le tante proposte che si possono valutare per l’estate, ci sono quelle delle vacanze comunitarie organizzate dalle parrocchie o dall’associazionismo, ci sono i monasteri che offrono ospitalità per coloro che vogliono trovare intimità con Dio, ci sono le cosiddette buone letture che ci possono stimolare uno sguardo interiore. Può essere importante, proprio per non farci sopraffare degli eventi, impostare qualche regola di vita, per esempio mantenere fermo l’orario della sveglia mattutina per non diventare pigri e quello della ritirata notturna per non perdere inutilmente ore di sonno. Così come è importante entrare in chiesa e pregare. Durante l’anno molto spesso ci autogiustifichiamo: “ah, se avessi tempo, se potessi, se, se...”. In estate i “se” si possono smascherare. Magari per chi resta a casa si trova qualche messa in meno perché anche i preti sono altrove, però il tabernacolo non va mai in ferie: ci aspetta sempre. Non perdiamo l’occasione per vivere bene la nostra estate. È anche l’estate degli altri che magari aspettano un nostro aiuto: donarsi, fare del bene è un’altra dimensione che non dobbiamo dimenticare. Ci sono mille modi per offrire le nostre competenze - anche professionali - con gratuità per gli altri in tutto il mondo. Il buon Dio ne sarà contento e - come sempre accade - ne saremo beneficiati anche noi. Sarà una buona estate. Enrico Periti
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