Lunedì 06 Settembre 2010
 

A Piacenza il President nazionale dell'associazione Famiglie numerose

Venerdì 24 alle ore 21 per la premiazione del concorso fotografico “Scatta la famiglia”

Il concorso fotografico “Scatta la famiglia” è ormai alle battute finali. L’iniziativa è promossa dal nostro settimanale in collaborazione con il Forum delle famiglie e l’Ufficio comunicazione della diocesi. Nella serata di venerdì 24 ottobre alle ore 21 nella sala delle colonne del Palazzo vescovile (piazza Duomo, 33 a Piacenza) avrà luogo la premiazione dei vincitori. Prima classificata per la sezione Junior - fino a 30 anni - Chiara Seccaspina (2ª Alice Podrecca; 3ª Lucia Labati), mentre per la sezione Senior è risultato primo Emanuele Arruffati (2° Sergio Silva; 3° Davide Demaldè; 4° Paolo Labati; 5° Massimo Seccaspina). Un Premio Speciale della giuria sarà invece assegnato a Massimiliano Gerbi.
Nel corso della serata interverrà anche Mario Sberna, bresciano, 48 anni, presidente nazionale dell’Associazione “Famiglie numerose”. Sberna ha da poco pubblicato il libro “Tutti vostri? Viaggio nel mondo delle famiglie numerose” (Edizioni Messaggero Padova).
La mostra fotografica “Scatta la famiglia” resterà aperta presso la Sala delle colonne del Palazzo vescovile sabato 25 e domenica 26 ottobre (ore 10-12; 16-18.30).
Nella stessa sala sabato 25 alle ore 16.30 Lorena Dadati presenterà il suo libro per bambini “La banda di Piero” (Edizioni Aracne). In programma, lettura di brani a opera di Gabriella Carrozza; a seguire buffet. Promuove l’iniziativa l’Associazione Teologica di Piacenza.
Con Mario Sberna facciamo il punto sulla realtà delle famiglie numerose nel nostro Paese.
— Com’è nata l’idea di un’associazione che raggruppi le famiglie numerose?
Era un giorno come tanti altri. Osservavo una triglia nel banco pesce del supermercato vicino casa. Sapevo che non sarebbe finita in una nostra padella, troppo caro il pesce fresco per una famiglia numerosa. Un colpo ben assestato al mio carrello mi riportò bruscamente alla realtà: mi girai e guardai in volto il mio investitore. Era Enrico. Mi disse, più o meno: “Non mi conosci, ma so che anche tu hai cinque figli, come me. Perciò quel pesce non lo comprerai mai; insieme, invece, possiamo fare tante cose”. Così due papà e un pesce hanno fatto nascere un’associazione. L’associazione delle famiglie con tanti bambini. Tanti davvero, fino a tredici, quattordici, quindici per famiglia...
— Non è cosa da tutti giorni dar vita a un’associazione di questo tipo. Che reazioni avete incontrato tra la gente?
Di simpatia, talvolta di sana invidia, talaltra di cattiveria e offesa. Pazienza, questo è il mondo oggi. Ma non fa così male, non molto almeno. Noi siamo gente con le spalle larghe. Gente che, per dare spazio alla vita, in molti modi è morta: ai sapori, alle cose, a sé stessi. Gente che non ha fatto conti per valutare se un nuovo arrivo era conveniente: ha aperto semplicemente le braccia e spalancato gli occhi colmi di commozione quando ha visto per la prima volta quel nuovo, incantevole arrivo. Gente che non ha fatto test prima di accettare, ha accettato ed era disposta ad accettare, comunque fosse. Gente, tra l’altro, che ha allargato la propria famiglia a prescindere dai legami di sangue: l’adozione e l’affido non sono per nulla rari da noi.
— E nelle istituzioni? Come vi stanno aiutando?
La politica italiana presenta croniche difficoltà ad ascoltare ed interpretare le istanze essenziali della famiglia, a dare risposte concrete e tempestive mediante adeguate leggi ed attuazione di reali politiche sociali e familiari. Tutte quelle norme che facilitano fiscalmente la separazione consensuale tra i coniugi, sono uno schiaffo immorale al patto matrimoniale. Più che di aiuto, avremmo bisogno di toglierci di torno quelle ingiustizie e iniquità che puniscono una famiglia e la sua scelta di dare un futuro al paese, mettendo al mondo dei figli. Da quando ci siamo, qualcosa sta cambiando. Lentamente, soprattutto a livello di amministrazioni locali. Ci fa ben sperare.
— Nel libro, lei scrive: le coppie giovani hanno un grande desiderio di figli, ma hanno anche una grande paura. Da cosa nasce secondo Lei questa paura?
L’amore matrimoniale è da sempre impreziosito dalla nascita di un bimbo. Il figlio desiderato o accolto, spezza il circolo chiuso del dualismo di coppia per aprire spazi immensi, imprevedibili, capaci di generare gratuità e gioia illimitate. Ma troppi mezzi di comunicazione, sostenuti da pseudo esperti ubriachi di edonismo, pretendono di emancipare la famiglia dal compito generativo. Descrivono il figlio possibile come un di più che comporta sacrifici enormi, innumerevoli e penose attenzioni, perdita di carriera, grandi responsabilità educative, fonte di inesorabili frustrazioni e sfiancamento dei genitori, oltre che di infelicità per i figli stessi.
Gli urbanisti, adoratori del benessere più materiale, ignorano la presenza dei bambini e costruiscono città e piccole case a misura di adulti. Il sistema fiscale e tributario sembra edificato appositamente per punire ogni bimbo che spalanca gli occhi alla vita. Non c’è da stupirsi se ora regna paura. Siano benedetti coloro che sanno, desiderano, vogliono ancora “perdere tempo” a cantare tenerissime ninna nanna.
— Lei ha una moglie, tre figli naturali, uno adottato e uno in affido. Non ha mai pensato di aver sbagliato tutto?
Ogni sera, entrando in casa dopo il lavoro, da 24 anni, bacio mia moglie Egle, che mi stringe forte e mi dona ancora una volta quel suo bellissimo, dolcissimo sorriso. Ogni sera, dieci mani mi abbracciano teneramente, cinque labbra si chiudono in un bacio sulle mie guance. No, decisamente non ho sbagliato.
— Qualche dato: associati in Italia. Età media degli associati.
L’Associazione è nata a Brescia nel 2004 e si è subito estesa dapprima in Lombardia e poi in tutta Italia. Siamo presenti con nostri associati in tutte le venti regioni e in tutte le province italiane. Praticamente ovunque abbiamo famiglie di riferimento, chiamate Coordinatori, che si occupano di mantenere i contatti con gli associati, organizzare feste e incontri, diffondere nelle amministrazioni locali i documenti che elaboriamo a sostegno delle famiglie, preparare convegni culturali ecc.
Oggi siamo settemila famiglie, con una media di 4,7 figli per coppia (circa 50.000 persone), un’età media di 41 anni per i papà e 39 per le mamme.

D. M.

 

 
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