Domenica 05 Settembre 2010
 

I vincitori e i vinti del Superenalotto

Assegnato il jackpot più alto di tutti i tempi. Don Noberini si reca a Bagnone per segnalare l’organizzazione Africa Mission al vincitore
Terminate le vacanze è giunto il momento di tornare al lavoro e alla routine quotidiana. A finire, ma solo per il momento, anche il tormentone dell’estate che, soprattutto in queste ultime roventi settimane d’agosto, aveva reso gli italiani giocatori compulsivi, schedina-dipendenti, maniaci dei pronostici. Dopo un’attesa lunga sette mesi e dopo oltre due miliardi di euro incassati dallo Stato, è stata centrata la sestina del Superenalotto. Il jackpot da record, 147,8 milioni di euro, il più alto mai raggiunto in Italia e in Europa, è andato ad un giocatore di Bagnone, una località turistica in Lunigiana sull’appennino tosco emiliano. A beffare gli scommettitori più incalliti anche la somma con cui il vincitore ha osato sfidare la sorte: appena due euro.
E così anche i piacentini che fino all’ultimo avevano sognato di vincere una cifra milionaria, sono dovuti tornare con i piedi per terra.
Tuttavia il nuovo jackpot riparte da una cifra altissima: ben 38 milioni di euro. Merito del nuovo regolamento introdotto nel giugno 2008 che prevede che il 50% del montepremi del 5+ vada ad accrescere il jackpot del 6 in palio, mentre il 50% andrà a formare il montepremi di partenza.

Una febbre contagiosa
Tutto da capo, dunque, in un tapis roulant che non finisce mai. A sentire alcuni tabaccai del centro il trend delle giocate è in costante crescita. Giocano tutti: uomini, donne, giovani, pensionati e anche i bimbi ai quali gli adulti si appellano come se fossero piccoli oracoli ispirati dall’innocenza. Non è più qualcosa che riguarda esclusivamente il giocatore di mezz’età solitario alle prese con la teoria delle probabilità, ma è diventato un vero e proprio fenomeno di costume alimentato da cifre da capogiro sulle quali la gente si diverte a fantasticare.
Sembra difficile pertanto tracciare un identikit di chi ricorre con maggiore ardore alla dea fortuna; sulle abitudini che riguardano l’orario, molti responsabili delle ricevitorie ritengono che la calca si verifichi spesso dopo le 19. è così entrato nella normalità che, prima di uscire dall’ufficio, tra colleghi ci si diverte a comporre sistemi collettivi con l’idea di spartirsi il bottino in caso di vincita e, di conseguenza, non  stupiscono più i viaggi della fortuna organizzati dalla Germania, paese dal quale in oltre 200 hanno volato in Italia per tentare di azzeccare l’agognata sestina.

L’appello di Facebook
In questa smania del gioco che ha travolto tutto lo stivale i piacentini sono tra quelli che nel settore delle scommesse spendono di meno e vincono di più, sono cioè quelli che hanno il miglior rapporto tra il vinto e il giocato. La nostra città è undicesima in classifica, in Emilia è dietro solo a Bologna e Ravenna. A rivelarlo è l’indagine Atlante del Gioco in Italia, realizzata da Censis servizi per l’associazione Giochi e società sui dati dei Monopoli di Stato: a Piacenza per 100 euro spesi ne ritornano 81,2.
La teoria del “meno si spende e più si guadagna”, unita a un montepremi che arricchisce una sola persona, ha creato perplessità e suscitato alcune provocazioni come quella di Famiglia Cristiana. Il settimanale cattolico, in seguito all’appello del quotidiano abruzzese “Il Centro” e di Facebook in primis, aveva proposto di congelare il montepremi e devolverlo interamente ai terremotati per fare un gesto di solidarietà ma anche per bloccare l’accanimento verso il gioco d’azzardo che sta diventando “l’altra faccia di un’Italia sempre più povera”.

“Per i fedeli il gioco 
non è peccato”
A condividere questa posizione è don Angelo Cavanna parroco della Sacra Famiglia. “Mai giocata una schedina”, dice, mentre don Sandro Civardi risulta più indulgente. “Sarebbe meglio dividere in più parti il montepremi, comunque ho esortato i fedeli a ricordarsi della comunità in caso di vincita”, ha affermato il parroco di Campremoldo Sotto, dove le giocate sono aumentate probabilmente perchè incentivate da due 5 di 40 mila euro ciascuno, messi a segno le scorse settimane a Gragnano e Agazzano.
La stessa cifra è stata vinta da una parrocchiana di Santi Angeli Custodi a Borgotrebbia. Nonostante abbia conosciuto famiglie indebitate a causa del gioco e sia cosciente del problema, don Pietro Cesena, in questo caso,  ci scherza su. “Siamo già d’accordo che il 10% della somma sarà riservata alla parrocchia come espiazione dei suoi peccati”, dice. In realtà se di peccati parliamo nessun fedele, secondo i sacerdoti intervistati,  ne fa un problema di coscienza. Lo sottolinea don Maurizio Noberini parroco di Santa Franca. “La provocazione di Famiglia Cristiana è stata positiva, anche se non se n’è fatto nulla - sostiene il sacerdote - è necessario ricordare alla gente i bisogni dell’altro”. “Per i fedeli - continua don Noberini - il gioco abituale non è peccato, nè si percepisce che i tanti soldi buttati giocando al lotto, sono una contraddizione per i valori in cui crediamo”.

Il “blitz” di 
don Noberini a Bagnone
Tra gli exploit un po’ bizzarri fatti dopo la vittoria di sabato scorso al Superenalotto, anche la trasferta di qualche piacentino in sella al suo scooter alla volta di Bagnone per visitare la fortunata tabaccheria. Anche don Noberini si è recato nel paesino toscano ma con tutt’altre intenzioni. Essendo il presidente di Africa Mission e avendo sempre bisogno di fondi a favore dei Paesi poveri, il parroco di Santa Franca ha pensato di segnalare l’organizzazione umanitaria sperando nella sensibilità e nell’altruismo del vincitore milionario. “Sono andato direttamente nella parrocchia di Bagnone dove ho incontrato il viceparroco, don Marco Giuntili e ci siamo promessi di restare in contatto. Nel caso in cui il vincitore si facesse vivo e manifestasse la volontà di devolvere una parte dell’immensa somma in beneficienza, don Marco me lo farà sapere”.  
Secondo il presidente di Africa Mission neppure i parroci di Bagnone conoscono l’identità del fortunato. Proprio sui giornali di questi giorni imperversano consigli utili dispensati dagli esperti all’ultramilionario su come investire l’enorme capitale e sulle azioni assolutamente da evitare: la prima è non giocare mai più.

Sara Vigorita