Gemellaggio parrocchiale fra Lugagnano e San Nicolò
È proprio il caso di dire “da cosa nasce cosa”. Si inizia da un’amicizia, da una telefonata, si comincia ad organizzare un momento insieme, e poi si scopre che vale la pena non lasciare cadere tutto, impegnarsi a far crescere le nuove relazioni, rimanere in contatto anche a quaranta chilometri di distanza. Da San Nicolò, dove ora è curato, il giovane sacerdote lugagnanese don Paolo Inzani ha sempre coltivato il dialogo con gli educatori e catechisti del suo paese d’origine. Insieme, hanno organizzato il primo incontro, una passeggiata sulle colline di Lugagnano, coinvolgendo i ragazzi del cammino del dopo-cresima di entrambe le parrocchie. Il risultato è stato più che positivo. “Un momento di bella conversazione tra noi ragazzi, forse anche perché il camminare stimola il dialogo! – racconta Marcello Trabucchi, 16 anni, di Lugagnano, che ha partecipato con i suoi coetanei all’escursione – ho incontrato ragazzi nuovi con le loro esperienze, avrei voluto che si fermassero più giorni per poterli conoscere meglio, ma il tempo è volato.” Subito dopo ci si è messi al lavoro per creare nuove occasioni di incontro e di scambio e il 10 giugno è stata la volta dei lugagnanesi che hanno raggiunto i loro coetanei a San Nicolò per il concerto del Gen Verde, che hanno ascoltato seduti fianco a fianco nel campetto dietro l’oratorio. Un nuovo incontro si è tenuto venerdì 12 giugno al Parco Provinciale, nel comune di Lugagnano: è stata l’occasione per coinvolgere anche i bambini del centro estivo di San Nicolò. “È stato bello conoscere ragazzi nuovi che sono anche simpatici ed è stato interessante vedere anche come si organizzano le diverse parrocchie. Ad esempio è bello che a Lugagnano all’oratorio ci sia sempre tanta gente” – commenta Riccardo Carpinella, 16 anni, di San Nicolò.
I parroci don Gianni Quartaroli e don Pierluigi Dallavalle, hanno da subito appoggiato e sostenuto l’iniziativa. “Basta una minima occasione di scambio tra due comunità, vissuta senza antagonismo, in spirito di fraternità, per creare qualcosa di sorprendentemente bello – ha detto don Dallavalle. Cercheremo di dare continuità a questa esperienza e sarà il tempo a farci sentire ancora di più quanto è preziosa.” Don Quartaroli vede anche il nesso importante con la Missione Popolare che si sta preparando in tutta la Diocesi: “ora più che mai c’è bisogno di saper guardare oltre il campanile. Unirsi, fare insieme un cammino è ciò che più aiuta i ragazzi a conoscersi, a conoscere il mondo e a sentirsi più forti. Tutto è cominciato con incontri che potevano sembrare casuali, ma potrebbe diventare davvero un progetto, che sappia anche aiutarci ad orientarci nel clima della Missione.” Ora lugagnanesi e sannicolini guardano avanti: si pensa di organizzare a breve una partita di calcetto. Da parte loro i ragazzi non hanno smesso di sentirsi: “siamo rimasti in contatto, chi con Facebook, chi con Messenger – dice Luca Cremona, di San Nicolò. È difficile trovarsi, soprattutto perché abitiamo lontani, ma sarebbe bello continuare questa esperienza.” Beatrice Vespari, di Lugagnano, è convinta dell’importanza di impegnarsi per portare avanti questa importante realtà: “è stato bello e interessante conoscere ragazzi che condividono il mio stesso cammino. Ora spero proprio che si riesca a continuare. Come? In qualsiasi modo, una pizza, una partita di calcio. Ogni occasione può diventare un bel momento di condivisione.”
Elena Eleuteri
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