Lunedì 06 Settembre 2010
 

Arriva a Piacenza il film Katyn:
la strage nascosta di Stalin

Inizialmente è uscito solo in 12 sale cinematografiche in tutta Italia, poi, grazie all’interesse di alcuni giornali, associazioni culturali e movimenti cattolici, si è iniziato a parlare di questo film e le pochissime copie distribuite in tutta Italia sono sempre più richieste.
E pensare che Katyn, ultimo film del grande regista polacco Andrzej Wajda, è stato anche candidato come miglior film straniero per l’ultima edizione degli Oscar. Perché una pellicola che racconta la verità storica su uno dei più terribili eccidi della seconda guerra mondiale è stato censurato?

DA GORBACIOV A PUTIN: COME CAMBIA LA VERITA'. Chi non ha voluto che la gente potesse conoscere come fossero andate realmente le cose in quel bosco (Katyn) della Polonia? Censura politica o mero interesse commerciale? Sul finire degli anni Novanta, l’allora presidente russo Michail Gorbaciov, per la prima volta riconobbe che i carnefici di quella strage furono i sovietici agli ordini di Stalin e non i nazisti come da sempre il regime comunista russo aveva voluto far credere.
Nel 2005, però, il Pubblico Ministero militare russo Alexander Savenkov dichiarò che il massacro non fu un genocidio, un crimine di guerra o un crimine contro l’umanità e che “non esistono assolutamente le basi per parlarne in termini giuridici”. I documenti fondamentali che sarebbero dovuti passare a Varsavia furono così coperti dal segreto di Stato, rinfocolando la disputa fra i due Paesi.
La Polonia chiede ora di classificare l’eccidio come genocidio e di rendere pubblici i documenti. La Russia risponde che è già stata fatta sufficiente chiarezza, e abbassa il numero delle vittime a 4.500 contro le 22.000 lamentate da Varsavia.
Come se non bastasse, l’attuale presidente Putin ha chiesto l’archiviazione del caso. Le basi per una censura politica quindi ci sono ma, come ha affermato in un recente cineforum organizzato a Fidenza don Mario Fontanelli, direttore de “Il Risveglio”, settimanale diocesano: “Non dobbiamo però anche dimenticare che l’industria cinematografica punta sui colossal americani e sui cinepanettoni. La ridotta diffusione del film è anche figlia dell’impoverimento culturale del nostro paese. Nessuna delle grandi aziende distributrici italiane punterebbe su questo film perché non porterebbe a incassi sufficienti”.
Intanto però le sale che stanno proiettando Katyn si stanno diffondendo sempre di più. Non nelle multisale dove trionfano i vari Muccino e Walt Disney, ma nei piccoli cinema di città e provincia, grazie all’interesse di numerosi circoli culturali che stanno organizzando le proiezioni. è un problema di verità storica. Sicuramente. Ma non solo.
Come ha ricordato in un recente articolo lo scrittore Luca Doninelli: “Il regista Wajda a Katyn perse il padre, e ora che sia il nazismo che l’Urss non esistono più, ha poi tutta questa importanza sapere che sono stati questi piuttosto che quelli? Il problema è capire per che cosa, adesso, io sto dando la vita. La questione posta da Katyn è una questione interessante non anche, bensì soltanto per il qui e ora. Noi che speranza abbiamo? Questa mi pare la domanda vera, in un mondo che ha molti più strumenti per controllare e inibire la nostra intelligenza, dove il potere può ottenere il consenso senza violenza visibile”.

A PIACENZA E A CASTELSANGIOVANNI. Finalmente la pellicola arriva anche nella nostra provincia. Il film “Katyn”, uscito nel 2007 in pochissime sale cinematografiche sarà proiettato a Piacenza alla Multisala Iris, in Corso Vittorio Emanuele, mercoledì 13 maggio alle ore 21. Il costo del biglietto è di 5 euro.
Venerdì 15 maggio alle ore 21 invece a Castelsangiovanni al cinema Moderno in piazza Olubra, sarà presente don Mario Fontanelli, direttore de “Il Risveglio”, settimanale diocesano di Fidenza. Don Fontanelli è un esperto conoscitore del cinema di Wajda e si avrà così la possibilità, oltre che di vedere il film, di analizzare la pellicola e di discuterne con i presenti. Sempre al Moderno di Castel San Giovanni, sarà possibile vedere il film nelle sere di martedì 19, mercoledì 20 e giovedì 21 maggio sempre alle ore 21.
Riccardo Grandi