Steccato ha incontrato il PapaIl ritorno a Roma 10 anni dopo essere stato colpito nella capitale dalla malattiaSono passati solo pochi giorni da quando Giampiero Steccato è volato a Roma ad incontrare Benedetto XVI e consegnargli un messaggio che esprime tutta la sua voglia di vivere. é stato il film “Lo scafandro e la farfalla” di Julian Schnabel a far conoscere al mondo cos’è la sindrome locked-in (sindrome del chiavistello). La storia narrata in quel film è stata tratta dal libro autobiografico di Jean-Dominique Bauby, giornalista colpito da quella sindrome che inibisce l’uso dei muscoli del corpo del paziente rinchiudendo una mente lucida in un corpo paralizzato. A Bauby non è mancata mai forza e determinazione così come non manca al piacentino Steccato nonostante la paralisi, alla quale ora si è accompagnata la cecità. Colpito dalla stessa malattia, Steccato è un esempio di speranza perché continua a diffondere la cultura della vita. La storia. Definito un caso Welby al contrario, cinquantanovenne, ex ferroviere, Steccato conserva la sensibilità solo sul polpastrello dell’indice sinistro e muove impercettibilmente le labbra, respira grazie alla tracheotomia, spesso deve essere broncoaspirato e non potendo deglutire è alimentato con il sondino. La chiave per uscire dal silenzio della malattia, che l’ha colpito 10 anni fa proprio mentre si trovava a Roma per festeggiare con la moglie i 25 anni di matrimonio, è un computer, e, poi, quell’inguaribile voglia di vivere che caratterizza ogni minuto passato a casa sua assistito dalla moglie e dai due figli. «Comunque ciò che non condivido è tutto questo bel dire: “Lasciamo che si faccia, perché non sappiamo cosa vuol dire” – scriveva, a conferma di ciò, sulle nostre pagine, commentando la morte di Eluana Englaro - No, dobbiamo pensare, invece. Dobbiamo obbligarci ad entrare nella situazione. Dobbiamo giudicare (il che non è peccato, né per chi ci crede né per chi è ateo). Dobbiamo pensare a qual’è l’altra scelta, a cosa si può fare e a come lo si può fare. E, soprattutto, dobbiamo domandarci cos’è mancato in tutta questa vicenda per arrivare a sostenere Beppino e la sua famiglia». Il viaggio verso Roma. Erano le 6.30 di mercoledì quando, all’aeroporto di San Damiano, è arrivato l’aereo C27 della 46ª brigata aerea di Pisa. Non erano ancora scoccate le 7, invece, quando Steccato è arrivato. Con lui la moglie Lucia, i figli Daniele e Silvia, l’amico Giovanni Badini, il cardiologo Ugo Gazzola ( lo ha assistito per l’intero viaggio). I preparativi sono stati rapidi e nei volti dei familiari di Steccato si leggeva tranquillità e soddisfazione. La giornata, infatti, poteva definirsi davvero speciale: si trattava del 35° anniversario di matrimonio di Giampiero e Lucia Steccato ma, anche del 10° anniversario di malattia. Nell’aula Paolo VI hanno raggiunto un altro gruppo di piacentini (se ne parla nel riquadro a sinistra). Il messaggio. “Con queste poche righe - scrive Giampiero Steccato a Sua Santità - vorrei trasmetterLe quello che il mio corpo rischia di celare: ho voglia di vivere, sono entusiasta e curioso, amo la natura ed il mondo in cui ho la fortuna e il privilegio di esistere. Sono consapevole che la mia fortuna é frutto della volontà del Signore e ringrazio infinite volte per quanto mi viene concesso. Confido proprio nel Signore e anche nella Sua persona, perché spero che con la Sua influenza possa permettere all’umanità un futuro migliore, la pace per chi vive in guerra, un po’ di pane per coloro che hanno fame e un po’ di solidarietà in una società troppo individualista. Grazie.” La sinergia di forze. L’organizzazione del viaggio di Steccato, non è stata di certo semplice. Il merito va ad una sinergia di forze che hanno accolto la richiesta della moglie Lucia. Parliamo del Vescovo Ambrosio (che ha mantenuto i contatti con la Segreteria di Stato Vaticana), della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del prefetto di Piacenza Luigi Viana, dell’Aeronautica militare, della Croce Rossa Italiana e della Croce Rossa piacentina. “L’Aeronautica militare – ha detto il capo Ufficio stampa colonnello Amedeo Magnani - è stata coinvolta dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Subito ha aderito a questa iniziativa che esprime, attraverso l’esperienza di Steccato, la fiducia nella vita. La sua è una testimonianza di grande valore”. Così, questa sinergia di forze ha consentito a Steccato, ancora una volta, di compiere un gesto che per noi non può che essere un forte messaggio di speranza. Giovanna Ravazzola
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