Oltre ogni guerra
Il conflitto in Medio Oriente
Non meravigliamoci della guerra. Di quella che insanguina la Striscia di Gaza e Israele, dei continui scontri in Afghanistan, che fanno notizia solo se coinvolgono militari italiani, delle guerre silenziose che seminano il terrore in Africa. La guerra è dentro di noi. Non meravigliamoci se vorremmo assalire il vicino di casa che, spalando la neve, l’ha buttata davanti al nostro garage, se vorremmo farci giustizia da soli in famiglia, a scuola, sul lavoro. La soluzione che abbiamo trovato è quella di scandalizzarci e di scendere in campo per la pace. Senza accorgerci però, come accade in Italia in questi giorni, che mentre difendiamo una parte, attacchiamo in modo violento l’altra. Le manifestazioni nelle città italiane hanno visto spesso bruciare la bandiera israeliana. Nella guerra tra Israele e Hamas, chi ha ragione? Una guerra studiata a tavolino da mesi: sia da parte di Hamas che, dopo aver rotto la tregua concordata nel giugno scorso, dalla Striscia di Gaza, lungo la costa mediterranea tra Israele e l’Egitto, lancia missili per colpire le città nemiche; sia da parte di Israele, che reagisce colpo su colpo. E a farne le spese, purtroppo, come in tutte le guerre, sono gli indifesi, la gente che non c’entra nulla, i bambini. Questa guerra, che ha come teatro la terra che vide muoversi Gesù 2mila anni fa, è una ferita che si consuma nel cuore del mondo. Una ferita che crea allarme e forte tensione nei rapporti tra l’Occidente e il mondo arabo. Finchè non si riconoscerà che la guerra è dentro di noi, si cercherà sempre di esportarla in casa d’altri, di ricavarne soldi vendendo le armi, di soffiare sul fuoco per allargare la propria zona di influenza econonomica una volta terminati gli scontri. Se si cade nel tranello delle strumentalizzazioni politiche, di uno scandalizzarsi fine a se stesso, si rischia di perdere la ragionevolezza dei giudizi. Come valutare, ad esempio, le manifestazioni di islamici che a Milano e a Bologna, dopo aver lanciato slogan contro Israele, si sono concluse in preghiera, rivolti verso La Mecca, nelle piazze delle nostre Cattedrali? Nessuno impedisce la preghiera, ma la preghiera dev’essere finalizzata alla pace. Una preghiera per spegnere tutte le guerre, quelle tra gli Stati e quelle dentro di noi.
Davide Maloberti
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