Bobbio, San Colombano tra i protettori d’Europa
Il Vescovo, in occasione della ricorrenza liturgica del santo, ha firmato la petizione al Papa per riconoscerlo patrono d’Europa
Bobbio ha vissuto la grandezza e la santità del patrono San Colombano. La ricorrenza liturgica del santo irlandese è stata una sentita e partecipata festa di tutta la comunità cristiana. Il chiostro di Piazza Santa Fara e le vie centrali sono state illuminate fin dal primo giorno della novena. La festa del patrono è iniziata con il rito del Transito: la statua di san Colombano è stata portata in processione; il vicario generale della diocesi mons. Lino Ferrari ha presieduto la liturgia solenne; il tutto accompagnato dai canti del coro della Cattedrale sotto la guida del maestro Roberto Bulla. Una celebrazione che ogni anno è un “messaggio” per trovare o ritrovare nella vita di ogni giorno l’opportunità di trarre linfa dagli insegnamenti di San Colombano (da “La Trebbia” del 4 dicembre). Poi la messa solenne patronale, in una basilica gremita di fedeli, presieduta per la prima volta dal vescovo mons. Gianni Ambrosio. In basilica tutte le autorità locali con il sindaco Roberto Pasquali, i rappresentanti delle associazioni, l’assessore provinciale Borghi, e tra gli altri anche il sindaco di Canevino (PV) e di Brugnato (La Spezia), località toccate dalle “peregrinatio” di San Colombano. Nell’omelia il Vescovo ha sottolineato come questo grande monaco ha percorso l’intera Europa occidentale per diffondere il Vangelo e proclamare il suo regno di grazia e di amore per tutti i popoli. San Colombano si è fatto “perigrinus pro Christo”, invitando tutti alla conversione e alla preghiera e nello stesso tempo invitando all’impegno concreto, dissodando la terra e rinnovando la società. E ha richiamato più volte le parole di Benedetto XVI; “S. Colombano con la sua energia spirituale, con la sua fede, con il suo amore per Dio e per il prossimo divenne realmente uno dei Padri dell’Europa e mostra a noi oggi dove stanno veramente le radici dalle quali può rinascere la nostra Europa”. E al termine della celebrazione il Vescovo ha apposto la sua firma sul registro della petizione al Santo Padre per riconoscere Colombano tra i protettori d’Europa. Poi un momento di folclore con la distribuzione del pane di San Colombano realizzato da un gruppo di volontari: Emanuela, Graziella e Valentina Losini, Luca Marina e i fratelli Miro, Giuseppe Farina e Gianni Schicchi. Si continua così una tradizione voluta dal compianto don Egidio Montemartini: il pane benedetto di Colombano tiene lontano le malattie e dona serenità. Il santo irlandese è stato ricordato anche alla Spelonca di san Michele, dove sembra abbia trascorso il periodo della Quaresima nel lontano 615, anno della sua morte. Qui don Matteo Valla, parroco di Coli, ha celebrato la messa: una cinquantina i fedeli che hanno partecipato proveniente non solo da Coli e da Bobbio ma anche da altri paesi della provincia.
A Gragnano in chiesa una mostra su S. Paolo
Si è aperta presso la chiesa parrocchiale di Gragnano, la mostra sulla vita di Paolo di Tarso, proposta dal Movimento cristiano lavoratori (Mcl) di Bologna ed organizzata dalla presidenza provinciale Mcl di Piacenza. La mostra è suddivisa in sette fasi: la presentazione della mostra; la raffigurazione degli anni della prima giovinezza; la fase da persecutore di cristiani ad Apostolo di Cristo, annunciatore del Vangelo; gli anni di prigionia e l’uccisione; l’educatore di comunità; la raffigurazione delle fasi precedenti, rapportate ai giorni nostri. Il Mcl di Piacenza ha identificato nel martirio di S. Paolo, la figura di servo di Dio don Giuseppe Beotti, nativo della borgata trebbiense, trucidato nel luglio 1944 a Sidolo di Bardi, per avere professato fino in fondo la propria missione di Pastore: a lui è stata dedicata l’ottava fase della rassegna. La mostra è visitabile nei giorni festivi fino all’11 gennaio, dalle 9 alle 12 e dalle 15.30 alle 18. Nei giorni festivi la visita è possibile previo appuntamento ai numeri 348.2265679; tel.fax 0523.498714; e.mail:
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. Contattando gli stessi recapiti è possibile prenotare la mostra per Associazioni, Movimenti o parrocchie che la volessero ospitare anche dopo la fine dell’anno Paolino.
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