Le parrocchie diocesane in calendarioAnche per il 2009, per il sesto anno consecutivo, la Banca di Piacenza sviluppa il progetto avviato nel 2004 su iniziativa del compianto monsignor Gianfranco Ciatti, già direttore del Nuovo Giornale, volto a “focalizzare” tutte le comunità parrocchiali che si trovano sul territorio piacentino dove opera pure l’Istituto di credito. Dopo le 24 parrocchie del tessuto storico urbano e della prima periferia cittadina oggetto delle prime due edizioni, seguite negli anni successivi dalle comunità della fascia della prima periferia della città, della Val Nure e della valle dell’Arda – Chero, la Banca di Piacenza propone per il 2009 la sesta edizione del plenario delle parrocchie piacentine dedicata alle comunità che gravitano nei Comuni di Castell’Arquato, Alseno, Fiorenzuola, Besenzone, Cadeo e Pontenure. L’almanacco, così come numerose altre iniziative promosse dalla Banca con cadenza periodica, rappresenta un utile e pratico vademecum quotidiano a conferma della costante attenzione che la Banca locale presta al territorio ed alle esigenze della sua comunità: l’Istituto di credito ancora una volta si conferma una banca sempre più riferimento per la sua gente. Passiamo ora in rassegna il territorio oggetto di pubblicazione. Castell’Arquato. Iniziamo il nostro “viaggio” sul territorio oggetto di attenzione dal comune di Castell’Arquato, centro castellano della dominazione longobarda che aveva a Bardi uno dei punti più avanzati. Castell’Arquato un tempo era diviso in cinque quartieri: Litigio o Campidoglio, il quartiere del Sole, Bizzarro, Monte Aguzzo e il Borghetto. Il centro è un pittoresco e storico borgo che conserva nella parte alta spiccati caratteri medioevali. Annesso alla Basilica romanica è il Chiostro trecentesco della collegiata, dal quale si accede al museo. Vicino al Torrione farnesiano vi è Palazzo Ducale, edificio costruito in epoche diverse. La parrocchia onora Santa Maria Assunta ed è parroco don Giuseppe Rigolli. Anche la parte periferica del territorio comunale offre opportunità degne di nota. A Vigolo Marchese si ammira la basilica di San Giovanni e il Battistero. E’ parroco don Paolino Chiapparoli. Ricordiamo anche Bacedasco Alto, noto per la produzione di vitigni con ottima uva e per l’area termale con le fonti di acqua sulfurea – salsobromoiodata. E’ patrona Santa Cristina Martire; amministratore parrocchiale don Michele Giannarelli. Altre località San Lorenzo e Sant’Antonio in Costa Orzata. Amministratore parrocchiale è padre Angelo Marcandella. Alseno. Alseno è comune di confine tra la pianura piacentina e quella parmigiana. Centro esclusivamente agricolo fino all’ultima guerra ha avuto un notevole sviluppo industriale con nuove fabbriche sorte ai lati della via Emilia. Al centro del paese spicca la chiesa parrocchiale di San Martino, che sembra quasi minacciata dal continuo traffico della vicina via Emilia. La comunità festeggia S. Martino vescovo ed è parroco don Giuseppe Emiliani. A poca distanza dal capoluogo sorge il più celebre complesso monastico d’Emilia: l’Abbazia cistercense di Chiaravalle della Colomba. La fondazione con tutta probabilità, risale al 1132. è parroco padre Tommaso Parente. Percorrendo pochi chilometri di via Emilia oltre Alseno e svoltando a sud per la strada che conduce a Bardi si raggiunge Castelnuovo Fogliani. La torre che domina le case sorte presso il castello è il simbolo dell’esistenza giuridica della Communitas hominum Castri Novi. La comunità festeggia San Biagio Vescovo, ed è parroco don Fernando Bisagni. A pochi chilometri da Castelnuovo si incontra Cortina. Non si sonosce una data precisa dell’origine di una precedente chiesa nella frazione; si sa per certo, tuttavia che risale prima del 1600. La comunità onora San Salvatore ed è amministratore parrocchiale don Roberto Scotti. Proseguendo in direzione Alseno si incontra infine Lusurasco. La chiesa ha origini antichissime, esiste dal VII secolo e dipese dal vescovo di Piacenza fino al 1220. La parte più antica dell’edificio è visibile nelle cappelle centrali. E’ patrono San Colombano abate ed è parroco don Renzo Boselli. Fiorenzuola. Fiorenzuola è il capoluogo amministrativo della Val d’Arda. Oltre a diversi secoli di storia, la città di Fiorenzuola vanta anche un primato sociale: fu il primo centro del Piacentino a promuovere, il 21 aprile 1862, la nascita di una “Società di mutuo soccorso tra gli operai” allo scopo di favorire l’assistenza reciproca fra i lavoratori e un migliore sviluppo morale e culturale della classe operaia. Dal punto di vista monumentale la costruzione ritenuta di maggiore pregio è la Collegiata di San Fiorenzo (patrono della città), la cui costruzione iniziò nel 1485. Si onora San Fiorenzo ed è parroco mons. Giovanni Vincini. A tre Km. a nord-est di Fiorenzuola, proprio nei pressi dell’Autosole, c’è il centro della frazione di Baselicaduce. La chiesa presenta tracce della sua antichità alterata dall’abbattimento dell’abside originaria dove si trova ora la facciata: l’altare infatti era a est e i fedeli guardavano così verso Gerusalemme. E’ parroco don Giovanni Capra. Altra frazione è San Protaso, centro che si incontra lungo la strada che unisce Fiorenzuola a Ciriano di Carpaneto. La comunità onora i SS. Gervaso e Protaso ed è parroco don Antonio Carini. Besenzone. Dai documenti di archivio si evince che l’attuale territorio comunale dipendeva dall’Amministrazione Generale degli Stati di Parma – Piacenza e Guastalla anche se le origini di Besenzone risalirebbero al IV secolo d. C. In seguito il territorio fu diviso fra vari Signori, uno dei quali si chiamava Besenzone. Il Comune fu istituito nel 1814 e fu confermato nel 1820 per decreto della duchessa Maria Luigia d’Austria. Il parroco è don Francesco Pallastrelli. Due le frazioni principali: Bersano e Mercore. Cadeo. A 14 chilometri da Piacenza, sulla via Emilia, sorge Cadeo, che da il nome al Comune: la sede del Comune è però a Roveleto. Del castello di Cadeo la prima notizia risale al 1307, anno in cui ottocento cavalieri e cinquecento fanti di Parma erano accorsi con Gilberto da Correggio in aiuto dei Ghibellini piacentini. Il centro più importante del Comune è Roveleto. E’ stato il primo paese lungo la via Emilia a costruirsi una strada parallela alla grande arteria nazionale, strada che ha dato respiro all’intero capoluogo e che ha aperto a Roveleto nuove possibilità di sviluppo residenziale, industriale e artigianale. Il Santuario della Beata Vergine del Carmine trae le sue origini da una piccola nicchia che certo Francesco Tadini, nobile piacentino della parrocchia di San Paolo, fece costruire su un fondo di sua proprietà in quel di Roveleto. La parrocchia si raccoglie nel santuario della Beata Vergine del Carmelo. Don Umberto Ciullo è l’ amministratore parrocchiale di Roveleto e Cadeo. Saliceto vanta numerosi cittadini benemeriti. Guglielmo da Saliceto, gloria della chirurgia italiana in pieno medio evo morì a Piacenza nel 1277 e venti dottori del Collegio medico eressero sulla sua tomba nel Chiostro di San Giovanni in Canale, un monumento in pietra arenaria nel 1522. E’ patrono San Pietro apostolo ed è parroco don Francesco Cattadori. Lasciando Roveleto lungo la via Emilia in direzione Fiorenzuola si incontra Fontana Fredda. E’ caratteristica la chiesa, “Pieve del Santissimo Salvatore”, edificata in età tardo medioevo nel luogo in cui, vuole la tradizione, sorgesse un edificio fondato da re Teodorico, la chiesa ha subito nei secoli vari rimaneggiamenti. La comunità festeggia San Salvatore ed è parroco don Carlo Sagliani. Pontenure. Non si conosce con esattezza l’epoca in cui sorse il paese, certamente le origini sono assai remote; pare che il primo agglomerato di case sia sorto contemporaneamente alla costruzione della via Emilia, la grande strada romana che serviva a collegare Rimini con Piacenza, risalente al 187 a.C. Deve il suo nome alla vicinanza di un ponte sul torrente Nure e la sua importanza rimase sempre legata alla via Emilia anche durante il medioevo perché costituiva una parte dell’itinerario percorso dai pellegrini diretti alle tombe dei Santi Pietro e Paolo. La chiesa è di costruzione antica: essa sorse certamente in epoca anteriore al 1000 sulle rovine di un edificio medioevale, in stile romanico, a croce latina. E’ parroco don Fausto Arrisi. Si incontra poi Paderna, caratterizzata da un antico castello medioevale. La massiccia costruzione è attorniata da un fossato e dominata da un poderoso mastio d’ingresso. All’interno, attualmente residenza padronale, una antichissima chiesetta con colonne e capitelli in epoca romana. Valconasso presenta un bel castello, adibito ad abitazione ed un oratorio dalla struttura gotica, ricco di affreschi del XV secolo. Muradello festeggia S. Colombano; l’amministratore parrocchiale è don Luigi Strazzoni. Paolo Labati |



