Venerdì 10 Settembre 2010
 

A Pontenure è in arrivo la Luce di Betlemme


Sabato 13 dicembre alle ore 17 nella chiesa di San Pietro a Pontenure giungerà, direttamente dalla Terra Santa, la “Luce di Betlemme”. Sarà accolta da tutta la comunità parrocchiale alla presenza del vescovo mons. Gianni Ambrosio.
Essa viene accesa direttamente presso la lampada ad olio che perennemente arde nella Basilica della Natività in corrispondenza del luogo in cui si trovava la mangiatoia che accolse Gesù Bambino. Poi a cura degli Scout austriaci, con un apposito volo charter, viene portata a Vienna e da qui in Italia grazie agli scout triestini. Da Trieste con l’intervento dell’Agesci, del Masci e di altre associazioni scout italiane, raggiunge diverse località della penisola.
La comunità Masci di Pontenure per il quinto anno consecutivo aderisce con entusiasmo alla staffetta e se ne fa promotore in parrocchia. La fiaccola resterà  ben in vista giorno e notte a fianco dell’altare per tutto il periodo natalizio.
è sicuramente un modo per trasmettere il messaggio “A Betlemme è nato Gesù”, luce per ogni cristiano, luce che illumina i gesti, le parole, l’animo di tutti gli uomini di buona volontà.

 

 

 

 

Arrivano i computer nelle scuole di montagna


La scuola italiana sta vivendo un periodo che alcuni definiscono travagliato. Indubbiamente sono anni di cambiamento, di innovazione, sia nel lessico pedagogico, sia nell’azione didattica. Ma il dibattito che appassiona sia gli esperti come l’uomo della strada non riguarda soltanto l’aspetto didattico, ma anche l’organizzazione della rete scolastica e le risorse da assegnare alle singole scuole, le quali, d’altra parte, sempre più spesso lamentano difficoltà nel far fronte alle aspettative di integrazione e di formazione che vengono dalla società civile.
In particolare sono le scuole di montagna a soffrire maggiormente la scarsità delle risorse economiche, spesso proporzionate al numero degli alunni. Laddove le classi non sono numerose o la scuola è piccola, di solito sono carenti i mezzi didattici ed in particolare gli strumenti informatici, oggi peraltro necessari per la scuola che vuole avere una finestra sul mondo e che vuole utilizzare anche i linguaggi tipici delle nuove generazioni.
C’è però un’altra emergenza che la scuola italiana vive, un’emergenza relativa all’azione didattica rivolta agli studenti stranieri, che frequentano le scuole pubbliche, paritarie o statali che siano. Per favorire l’integrazione di questi alunni occorrono percorsi individualizzati, che l’uso del computer può rendere maggiormente fruibili. Gli stessi bambini stranieri che frequentano la scuola dell’infanzia possono, attraverso il computer, accostarsi con maggiore facilità ad attività di pregrafismo e di apprendimento della lingua italiana.
In una tale situazione di bisogno assume il valore paradigmatico di sostegno all’azione educativa svolta dalla scuola il dono di 20 computer e di sei stampanti che la Banca di Piacenza ha elargito all’Ufficio Scuola diocesano, che a sua volta ha distribuito le macchine a diverse scuole della nostra provincia.
In particolare le scuole di  Ferriere, Farini d’Olmo, Bettola, Groppallo, Pianello, Pecorara, Nibbiano, Podenzano, S. Giorgio, e Centovera sono state destinatarie della generosità della Banca.
I computer donati sono usati, ma ancora in buono stato. Inoltre sono stati consegnati in perfetta efficienza, completi di monitor, tastiera, mouse e corredati di programmi che li rendono pronti all’uso. 

Perché sono importanti le scuole di montagna

Rivolgiamo alcune domande al professor Luigi Fogliazza, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Bettola, che comprende le scuole di Groppallo, Ferriere, Farini d’Olmo e, appunto, Bettola.
– Quanti sono gli alunni che frequentano le scuole dell’Istituto che lei dirige?
Dobbiamo distinguere i diversi gradi di scuola. Nell’infanzia abbiamo 11 bambini a Ferriere, 11 a Farini, 6 a Groppallo e 21 a Bettola.
Frequentano la scuola primaria 19 bambini a Ferriere, 22 a Farini, 6 a Groppallo, 98 a Bettola. Infine, la secondaria di primo grado vede 9 alunni di Ferriere, 16 di Farini e 58 di Bettola.
– In questi mesi ci sono aspre polemiche tra chi ritiene che le scuole di montagna debbano essere chiuse e chi, invece, le vuole valorizzare. Visti i numeri, quali motivi si possono addurre, per tenere aperte queste scuole?
Il territorio di montagna è già disagiato, in quanto mancano spesso anche i servizi più importanti.
Pensiamo per esempio al presidio ospedaliero, che manca in Val Nure, mentre è presente nelle altre tre valli del nostro territorio dove, peraltro, mancano anche scuole superiori.
Uno studente di Ferriere impiega 4 ore di viaggio, tra andata e ritorno, per recarsi ad una scuola superiore, a Piacenza.
Non dimentichiamo che i ragazzi “devono” andare a scuola, visto l’obbligo scolastico fino a 16 anni. é evidente che se chiudessimo le scuole in questi paesi disagiati si depaupererebbe un territorio già ora in difficoltà.
Inoltre sono convinto che proprio il numero esiguo degli studenti richiede un’attenzione maggiore da parte della comunità, che se vuole essere tale deve impegnarsi a sostenere i membri che hanno maggiore difficoltà.
– C’è il rischio concreto di una chiusura delle scuole di montagna?
Nell’immediato non ne vedo, ma ritengo che anche in futuro le nostre scuole saranno salvaguardate, vista la normativa vigente, che con specifiche deroghe ai tagli previsti, tutela le scuole di montagna.
– Lei si impegna molto per promuovere una efficace azione formativa nelle sue scuole. Ritiene questo impegno prioritario?
Credo fermamente nella formazione e nell’aggiornamento dei docenti, anzi spero che i provvedimenti di Riforma della scuola la potenzino; e sono anche convinto che una puntuale offerta formativa sia necessaria per i genitori: non dimentichiamo che la famiglia è la prima agenzia educativa.
L’obiettivo dei percorsi di formazione è comunque favorire rapporti più solidi tra famiglia e scuola, sia per un progetto educativo che potenzi le sinergie e il dialogo tra gli educatori dei nostri ragazzi, sia per prevenire il disagio nelle sue molteplici forme.


Giovanni Marchioni