Venerdì 10 Settembre 2010
 

La Roma dell’Alberoni a Palazzo Galli

 

Inaugurata la mostra alla presenza di Sandro Bondi, ministro ai beni culturali. La Banca di  Piacenza dona alla città 
l’appuntamento culturale che chiude il 2008

Della mostra dedicata alla Roma del cardinale Alberoni, in corso a Palazzo Galli, torneremo a parlare in quanto molti sono gli spunti culturali legati a questo evento. In questo primo passaggio ci soffermiamo brevemente sulla cerimonia d’inaugurazione che si è tenuta sabato scorso nella Sala Panini.

Molti gli interventi: il sindaco Reggi ha sottolineato che una comunità si consolida anche valorizzando le figure del passato e in questo la Banca di Piacenza ha il merito di aver impostato un programma organico e non episodico; la presidente dell’Opera Pia Alberoni, prof. Braghieri, ha richiamato l’importanza della collaborazione tra la sua istituzione e la società; sulla stessa linea si è mosso il direttore del Collegio, padre Mario di Carlo (l’istituzione di San Lazzaro è impegnata ad aprirsi alla città); il dottor Gasparotto della Soprintendenza si è soffermato sulle tre caratteristiche di questo avvenimento: la territorialità (il 70 per cento delle opere esposte viene da Piacenza), la conservazione (alla base vi è un intervento conservativo della Banca di Piacenza), la collaborazione pubblico – privato.


E poi il ministro Sandro Bondi: l’Italia si compone di diverse realtà storiche e culturali, tutte importanti, e Piacenza è tra queste. La storia italiana non può essere capita senza mettere in conto l’apporto  di città come la nostra. L’Italia è molto diversificata al proprio interno e solo la cultura è il collante che la può unire. E non è solo una questione di presente: senza amore per il passato non c’è futuro, da qui l’importanza della mostra di Palazzo Galli che dimostra anche quanto sia importante la collaborazione. La mostra dimostra pure quale strada seguire: ogni città deve prima di tutto valorizzare il proprio territorio. Ha fatto gli onori di casa, con l’abituale signorilità, il presidente della Banca di Piacenza avv. Corrado Sforza Fogliani.


Questo, in estrema sintesi, una cerimonia che poteva essere una parentesi di routine, con discorsi di maniera, tanto per introdurre al piatto forte, la visita alla mostra, ed invece è stato un momento che ha visto susseguirsi, con martellante rapidità, importanti stimoli per meditare sul nostro presente.  
Ogni frase meriterebbe un commento. Ad esempio l’accenno alla territorialità: vi è chi periodicamente lamenta che a Piacenza mancano i grandi eventi, intendendo in genere proposte culturali esterne, dimenticando che viviamo nell’epoca della comunicazione, che la gente si sposta con facilità e che, soprattutto, resta ancora da valorizzare gran parte della nostra cultura. Fa piacere sentircelo dire dal ministero per i beni culturali.


Interessante anche il riferimento allo studio del passato: “senza amore per il passato non c’è futuro”. E la società del computer, senza rendersene conto, sta tagliando i ponti con il passato con il rischio di costruire sulla sabbia. Ovviamente il passato non va avvicinato con un mero esercizio di erudizione, ma con vera mentalità storica e da qui l’importanza di mostre come quella di Palazzo Galli che, come al solito, è  arricchita di vari  strumenti collaterali come un monumentale catalogo indispensabile per capire e di cui parleremo.

E a questo proposito un’ultima osservazione: si è parlato molto di collaborazione, ed è indubbiamente un bene, ma la mostra sul cardinale Alberoni dimostra anche che ogni coro richiede ovviamente l’apporto prezioso di tutti i coristi, ma poi dev’esserci un direttore d’orchestra competente, che sappia leggere la partitura, che conosca bene il percorso da seguire, e che sia motivato, non solo per un tornaconto economico, ma dalla fede nel suo lavoro, determinato  a portare a termine la propria esecuzione. Fermo e senza tentennamenti. E tutti sanno chi è sul podio a Palazzo Galli. Senza nulla togliere ai coristi. Anzi!

Fausto Fiorentini