Piacenza Calcio: Garilli resta alla presidenza Si preannuncia ancora una stagione all’insegna del rigore finanziarioSarà ancora Fabrizio Garilli a reggere le sorti del Piacenza. Non ci sono comunicati ufficiali in merito ma tutto lascia presupporre che sia così. Sono dunque fugati i dubbi sul futuro della società? Sembra proprio così anche se, in questi casi, la forma dubitativa e il condizionale sono d’obbligo. Da qualche stagione il Piacenza soffre di una situazione finanziaria piuttosto precaria destinata a peggiorare nel tempo perché la società non investe più sui giocatori e sul settore giovanile. Si continua a vendere per fare cassa necessaria per finire i campionati. In questo modo si va verso l’esaurimento del capitale giocatori (cedute anche le comproprietà di Nainngolan e Calderoni) con le conseguenze facilmente immaginabili. Attualmente si contano soltanto una decina i calciatori vincolati alla società, ma anche questi (specie quelli che hanno ingaggi onerosi) sono tutti sul mercato. Si dovrà fare ricorso ancora di più ai prestiti che sono nient’altro che degli antidolorifici tendenti a nascondere la malattia. Ma fino a quando potrà durare questa politica? LA POLITICA DEL RIGORE.La mancanza di programmazione influisce pesantemente sul bilancio tecnico-economico. Anche nella stagione appena conclusa si sono ripetuti i reiterati errori. Si inizia il campionato con una squadra rabberciata alla meno peggio e sicuramente non competitiva, quindi si cambia l’allenatore e si fanno arrivare oltre mezza dozzina di giocatori. Succede così che si abbiano a libro paga, alcuni “primavera” compresi, oltre una quarantina di giocatori con ben sei fuori rosa, ovvero pagati ma non facenti parte della rosa da utilizzare. Si mantiene la categoria e si grida all’impresa, ma il prezzo da pagare è sempre più pesante. Al presidente sono attribuite intenzioni di pareggiare le uscite con le entrate. Senza i ricavi dalle cessioni il traguardo è molto difficile da raggiungere. E se ciò non avvenisse? Le prospettive sono tutt’altro che rosee. L’augurio, naturalmente, è che il tempo cancelli le nostre preoccupazioni. LA TESSERA DEL TIFOSO. In osservanza ad una legge dello Stato, il Piacenza ha varato e presentato la “tessera del tifoso”, ovvero un documento di riconoscimento per ciascuno tifoso di una squadra di calcio che darà diritto allo stesso di prenotare o acquistare biglietti delle partite della loro squadra e di poterla seguire in trasferta. L’iniziativa arriva dal ministro Maroni con lo scopo di porre rimedio alla violenza degli stadi. Dopo alcuni rinvii e nonostante la protesta di molte tifoserie sembra che verrà applicata già dal prossimo campionato. Così dopo i biglietti nominativi, i tornelli ed i check in, ecco la tessera del tifoso a rendere sempre più complicato l’andare allo stadio. Ma siamo proprio sicuri che tutto ciò sia utile per educare e mettere ordine e compostezza alla massa dei tifosi. Noi abbiamo il sospetto che si ottenga l’effetto opposto. E poi, schedare le persone è un esercizio che suona male. Luigi Carini
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