Magdi Allam a Bobbio: com’è nata la mia conversioneMusulmano, da bambino venne educato dai salesiani. Il 19 settembre l’europarlamentare sarà a Piacenza alla Festa della Famiglia Con un felice colpo d’ala, non infrequente nella sua vulcanica attività, come sottolineato con riconoscenza dal sindaco Marco Rossi e dall’assessore alla cultura Roberto Pasquali, Jole Malchiodi, fondatrice e animatrice del Caffè Letterario Giorgio Strelher di Bobbio, ha portato nella città di San Colombano Magdi Cristiano Allam. Impresa non facile anche per l’imponente apparato di sicurezza che le apparizioni pubbliche impongono a un parlamentare europeo su cui pendono minacce di morte. “Uomo di scelte coraggiose”, ha detto di lui Maurizio Dossena, referente piacentino del suo nuovo movimento politico “Io amo l’Italia”, ricordandone la conversione dall’Islam al Cristianesimo culminata col battesimo celebrato da Benedetto XVI la notte di Pasqua del 2008.A Bobbio Magdi Allam ha presentato il suo ultimo libro “Europa cristiana libera” e ritornerà nel piacentino, precisamente a Piacenza, domenica 19 settembre per partecipare alla Festa della Famiglia. –– Pare che il destino le abbia messo in mano, fin dalla primissima infanzia, due piatti della bilancia e tutto il necessario per pesare le sue scelte. Sono nato al Cairo da genitori musulmani e tra musulmani sono cresciuto. Per darmi un’ottima educazione mia madre mi mandò, già dall’età di quattro anni, dalle suore comboniane e poi dai salesiani di don Bosco, sempre al Cairo. La mia formazione affonda dunque nella religione cristiana. E se da una parte ho apprezzato la bontà dell’Islam, per il tramite di mia madre che mi dedicava la vita, non potevo non apprezzare la bontà del cristianesimo per il tramite di quei testimoni che non si limitavano a trasmettere la fede cristiana, ma veicolavano, attraverso l’educazione, valori sani. Sorge probabilmente da questa esperienza bifronte quella appassionata ricerca della verità che ha contrassegnato la mia vita. E mi ha portato a concludere che vi si può pervenire solo da spiriti liberi. Verità e libertà sono due facce della stessa medaglia. –– è stata dunque la ricerca di verità e libertà a condurla al cristianesimo? Ho sinceramente ricercato nell’Islam – sono stato musulmano per 56 anni - la possibilità di un connubio tra fede e ragione, la compatibilità coi diritti fondamentali della persona, definiti non negoziabili da Papa Benedetto: innanzitutto il bene della vita, il rispetto della dignità e della libertà di scelta, anche in campo religioso. Mentre il Cristianesimo è la religione del Dio che si fa uomo e si incarna in Gesù, l’Islam è la religione che si fa testo e si incarta nel Corano. Fede e ragione mal convivono nell’Islam, fondato su un nichilismo di fatto, per non ritenere la vita sacra in assoluto. Non ne ha infatti diritto chi è contro l’Islam. Di qui la legittimazione del terrorismo. Il Corano contiene tanti versetti che incitano all’odio, alla violenza, espressamente alla morte di chi non si sottomette all’Islam. Maometto stesso, da condottiero, ha partecipato a guerre e stragi. Fatti storici incontrovertibili riportati nella sua biografia ufficiale. Gesù Cristo non ha mai ammazzato nessuno, né ha mai comandato di farlo. –– Un episodio che ha particolarmente influenzato la sua conversione? La reazione al discorso del Papa a Ratisbona del 12 settembre 2006, ovvero la guerra scatenata da governi laici con richieste di scuse ufficiali, minacce di ritiro di ambasciatori e la condanna a morte da parte dei terroristi islamici. E solo per aver detto un’ovvia verità, purtroppo anche criticata in seno alla stessa Chiesa cattolica: sostanzialmente che l’Islam è una religione diffusa con la spada. Altro episodio illuminante: la caduta della reciprocità. Nella primavera del 2008 in Belgio uno degli ennesimi incontri tra due delegazioni, una del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, Ministero dello Stato del Vaticano, e l’altra di cosiddette comunità islamiche d'Europa, sigla il riconoscimento dei musulmani a esercitare il diritto di libertà religiosa in Europa. I musulmani riconoscono il diritto dei cristiani a esercitare la libertà religiosa ... in Europa. Ma ci rendiamo conto? Sono loro che devono dirci se poter essere cristiani sul nostro suolo cristiano? La realtà è che noi europei non abbiamo più una rotta da seguire. Per questo l’Europa sta lentamente morendo. Già nell’89, subito dopo la caduta del muro di Berlino, il lungimirante Papa Giovanni Paolo II sottolineò la necessità di ricristianizzare l’Europa. –– Parliamo di quest’Europa cui ha dedicato il suo ultimo libro. è un colosso di materialità, priva di anima, incapace di esprimere, ad esempio, una politica estera della difesa e della sicurezza sul tema cruciale dell’immigrazione e dell’integrazione, per mancanza di condivisione di valori. La crisi dell’euro non può essere superata limitandosi a ridefinire parametri materiali. Non è solo il Papa a invocare un’economia sociale di mercato. Sono gli economisti a chiedere una finanza etica. è necessario cambiare concezione della vita: la materialità deve essere al servizio dell’uomo, non sottometterlo. La dimensione dell’avere e dell’apparire non deve soverchiare quella dell’essere. Auspico un’Europa che si riconcili con se stessa, che si ami, che riconosca le radici giudaico-cristiane, il pilastro che ha consentito, recependo e assimilando il pensiero greco e romano, il sorgere di una civiltà laica e liberale che tutela dignità e libertà della persona, che vede in ogni uomo un fine e mai un mezzo. è solo merito del crocefisso se in Europa si può essere laici, agnostici, anche anticristiani. Se al suo posto ci fosse la mezza luna nessuno potrebbe di certo dichiararsi laico, agnostico o antiislamico. –– Lei ha conosciuto bene Papa Benedetto XVI, come valuta il suo operato? Ne sono affascinato. Già da musulmano mi colpiva la sua straordinaria capacità di portarci per mano a comprendere la bontà della fede cristiana partendo dalla ragione, quel bene che ci accomuna come persone. è il Papa che meglio incarna il connubio tra fede e ragione. Fu magnifico testimone di fede e libertà quando decise di celebrare in prima persona il mio battesimo pur sapendo le conseguenze cui poteva andare incontro. Luisa Follini |
Con un felice colpo d’ala, non infrequente nella sua vulcanica attività, come sottolineato con riconoscenza dal sindaco Marco Rossi e dall’assessore alla cultura Roberto Pasquali, Jole Malchiodi, fondatrice e animatrice del Caffè Letterario Giorgio Strelher di Bobbio, ha portato nella città di San Colombano Magdi Cristiano Allam. Impresa non facile anche per l’imponente apparato di sicurezza che le apparizioni pubbliche impongono a un parlamentare europeo su cui pendono minacce di morte. “Uomo di scelte coraggiose”, ha detto di lui Maurizio Dossena, referente piacentino del suo nuovo movimento politico “Io amo l’Italia”, ricordandone la conversione dall’Islam al Cristianesimo culminata col battesimo celebrato da Benedetto XVI la notte di Pasqua del 2008.


