Venerdì 10 Settembre 2010
 

Davanti alla vita

Testimoni della Risurrezione ogni giorno

Matteo Castagnetti, Paolo Zoni, Franca Cordani, Ornella Bernardi... e certamente altri ancora in parrocchie e paesi della diocesi. I loro funerali in queste ultime settimane hanno richiamato tanta, tanta gente:nelle loro parrocchie e nelle loro realtà erano punti di riferimento per molti. E poi il card. Luigi Poggi, il diplomatico che ha coronato una vita spendendosi per la Chiesa, ed altri ancora. Situazioni che ti costringono a fermarti, a guardare in faccia alla vita, a chiederti perché, perché loro, perché in situazioni a volte così improvvise e tragiche.
Tutti pensiamo che la morte non ci toccherà mai. Forse a volte è indispensabile pensarla così per poter continuare a vivere. Eppure, commentava don Fausto Arrisi, visibilmente commosso, al funerale di Ornella Bernardi a Pontenure, proprio nell’eucaristia, in Gesù, ritroviamo la forza che ci permette di guardare alla vita in modo diverso. Noi che viviamo nella Chiesa - sintetizziamo il suo pensiero - non siamo diversi dagli altri; abbiamo i sogni, i desideri, la piccolezza e la meschinità di tutti. Abbiamo però incontrato  qualcosa di grande, Qualcuno che rende uniti noi, spesso divisi in mille realtà, interessi, associazioni. Se siamo “di” Cristo, non siamo più divisi. Siamo uniti “in” Lui e possiamo guardare al futuro, al nostro destino, con una speranza nuova che niente può spezzare. Una speranza che illumina anche il dolore e che porta la comunità cristiana ad essere nei fatti di ogni giorno testimone di Gesù risorto.
“Diamo per scontato che oggi ci sia la fede - ha ammonito il Papa pellegrino in Portogallo -. Si è messa una fiducia forse eccessiva nelle strutture e nei programmi ecclesiali, nella distribuzione di poteri e funzioni; ma cosa accadrà se il sale diventa insipido? Affinchè ciò non accada, bisogna annunziare di nuovo con vigore e gioia l’evento della morte e risurrezione di Cristo, cuore del cristianesimo, fulcro e sostegno della nostra fede, vento impetuoso che spazza via paure e indecisioni. La risurrezione di Cristo ci assicura che nessuna potenza avversa potrà mai distruggere la Chiesa. C’è bisogno che questa fede diventi vita in ognuno di noi”.
Una fede e una speranza che muovono le migliaia di persone che domenica 16 maggio saranno in Piazza San Pietro strette attorno al Papa; non per urlare slogan incattiviti contro qualcuno, ma per esprimere gratitudine a Dio e amore alla Chiesa e al suo Pastore. Gli occhi del Papa, così vispi e carichi di luce, in un viso inevitabilmente segnato dagli anni, dicono chiaramente che questa speranza è possibile.
Davide Maloberti