Domenica 05 Settembre 2010
 

“Non solo carcere”, Piacenza è capofila

Il sovraffollamento compromette la funzione rieducativa della pena. Parte da Svep la campagna regionale che spiega perchè conviene puntare sulle misure alternative alla reclusione

In Emilia-Romagna è record sovraffollamento nelle carceri: oltre il 180%, contro la già alta media nazionale del 140%. Le persone detenute negli istituti di pena della regione sono 2049 in più rispetto alla capienza regolamentare, mentre gli agenti di polizia penitenziaria sono 644 in meno del dovuto. Una condizione che mette in serio pericolo la funzione rieducativa della pena sancita dalla Costituzione.
Detto così, sembra una questione interna da lasciare al Ministero della Giustizia. In realtà, siamo di fronte a una bomba a orologeria che ha conseguenze - e pure serie - tanto sulle persone in stato di detenzione quanto sui comuni cittadini. Perché la pena carceraria, nell’attuale condizione in cui versano gli istituti di pena, stretti tra mancanza cronica di personale e aumento altrettanto cronico della popolazione detenuta, poco riesce nel suo mandato costituzionale di formare persone consapevoli dei propri errori, amiche della legalità, responsabili del proprio futuro. “Le carceri - commenta Paola Cigarini, referente della Conferenza regionale Volontariato e Giustizia - diventano i contenitori dei problemi che la società non riesce a risolvere: tossicodipendenti, stranieri, recidivi con fallimenti su fallimenti alle spalle, famiglie distrutte”.

I dati sulla recidiva
Non è affatto vero insomma che “tenerli rinchiusi senza se e senza ma” garantisce maggior sicurezza sociale. Lo confermano i dati del Ministero della Giustizia e del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria: la recidiva, per chi usufruisce di misure alternative alla detenzione, è decisamente inferiore rispetto a chi esce ex abrupto dal carcere senza un percorso di questo tipo. Solo due condannati su dieci tra quelli assegnati alle misure alternative replicano il reato, mentre tra i detenuti “normali” il rapporto è sette a dieci, ovvero su dieci persone che escono dal carcere sette commettono ancora reati e vengono incarcerate di nuovo.
Se non bastassero i dati, aggiungiamoci l’esperienza dell’ex detenuto: “Uscire di colpo a fine pena - dice - è come per un sub risalire in superficie saltando la fase di decompressione”. Fuor di metafora, scoppia. Perché riabituarsi ad una vita normale - con i suoi ritmi, le sue regole, i suoi doveri - per chi viene da anni di detenzione, spesso nell’ozio forzato di una cella, è una prospettiva meno rosea di quanto si possa pensare.  Metti poi il caso di chi - come gli stranieri, ma non solo - è privo di relazioni significative di riferimento sul territorio, vedi la famiglia, e la frittata è bell’e fatta. Fragili e da soli, il passo verso il ritorno in carcere è più di una remota possibilità.

Perché questo progetto
Nasce dalla volontà di sfatare il mito della reclusione ad ogni costo come panacea della questione sicurezza il progetto interprovinciale “Non solo carcere: la pena utile”, una campagna informativa rivolta alla cittadinanza che vede Piacenza capofila grazie al sostegno del Centro Servizi per il Volontariato Svep (che ha garantito la maggior parte del contributo economico, in cordata con il Centro Servizi d Modena) e l’associazione di volontari “Oltre il muro” presieduta da Valeria Viganò.
Dopo un lungo percorso di incontri a livello locale tra le realtà regionali impegnate nel volontariato in carcere, il progetto - già avviato on line sul blog www.nonsolocarcere.it curato da un’altra piacentina, la dott.ssa Maria Chiara Bisotti - “esce” allo scoperto i primi di maggio con cartelloni pubblicitari in tutta l’Emilia Romagna. Uno dei pilastri della campagna è inoltre la distribuzione del giornale “Non solo carcere”, curato da Carla Chiappini, direttore del periodico “Sosta Forzata” della casa circondariale di Piacenza.
Per la prima volta, una pubblicazione riunisce i contributi dal mondo del volontariato attivo nelle nove città sedi di carcere del nostro territorio: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Forlì, Rimini e Ravenna. La diffusione avverrà attraverso le librerie e i centri servizi per il volontariato. A Piacenza, Forlì e Modena - dove hanno sede le tre associazioni di volontariato più attivamente coinvolte nel progetto (insieme alla già citata “Oltre il muro”, la modenese “Carcere-Città” e la forlivese “Con-Tatto”) - l’edizione speciale di “Non solo carcere” è distribuita questa settimana in allegato ai rispettivi settimanali diocesani.

Convegno a Bologna
Culmine dell’iniziativa, il seminario in programma giovedì 6 maggio a Bologna, nella Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio, dal titolo “La pena utile. Strumenti ed esperienze in Europa, in Italia, in Regione” (ore 9.30 -13). Tra i relatori, il presidente del Tribunale di sorveglianza di Bologna Franco Maisto, il segretario generale del Cep - The European Organisation for Probation Leo Tigges, il direttore della casa di reclusione di Bollate Lucia Castellano, il docente universitario e presidente dell’associazione bresciana “Carcere e diritto” Carlo Alberto Romano.
Barbara Sartori