Lunedì 06 Settembre 2010
 

Vocazioni, il coraggio 
di “prendere il largo”

Giornata mondiale, interviene il Vescovo

La 47ª Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni che si celebra domenica prossima, 25 aprile, nella domenica detta del “Buon Pastore”, invita tutta la Chiesa a porre al centro della preghiera e della riflessione di tutti i fedeli le vocazioni e in particolare  la vocazione al ministero sacerdotale.
Nella nostra Chiesa, incamminata sulla strada della Missione popolare, questa Giornata assume un particolare significato. Siamo invitati a “prendere il largo” per riscoprire la “missione vocazionale” di tutto il popolo del Signore. E promuovere così, dall’interno della chiamata del Signore e dalla nostra risposta a Dio e al suo progetto di grazia e di salvezza, le vocazioni specifiche al ministero sacerdotale.
Per questo, invito la nostra comunità diocesana, nelle sue diverse espressioni, a inserire questo importante appuntamento della Giornata per le vocazioni nell’itinerario della Missione popolare. Possiamo così scommettere su un’attenzione continuativa alle vocazioni e alla vocazione al ministero: abbiamo veramente bisogno di questa attenzione continuativa che deve raggiungere le parrocchie, i centri educativi, le famiglie, suscitando una più attenta riflessione sui valori essenziali della vita.
“Ho una bella notizia: io l’ho incontrato!”: è il tema di questo anno. Esso riflette pienamente il senso della vocazione cristiana: è l’incontro decisivo con il Signore Gesù, è la gioia del nostro sì a Dio e al suo progetto di vita, è il desiderio di servire Cristo e di partecipare alla sua stessa missione. Il cristiano è testimone della bella notizia vivendola e comunicandola con gioia, sapendo che la verità del Vangelo viene incontro ai desideri più autentici dell’uomo: il lieto annuncio ispira gesti e forme di dedizione per un appassionato servizio ad ogni uomo.
Sulla dimensione vocazionale in senso ampio deve crescere la proposta circa la vocazione al presbiterato. Tutte le altre vocazioni ricevono ossigeno, forza e grazia dal ministero sacerdotale. Per accogliere la chiamata di Dio, occorre puntare sull’ascolto, sul dialogo, sul discernimento, sull’accompagnamento costante.
Certo, lo sappiamo bene: all’origine vi è l’azione gratuita di Dio. Dobbiamo sempre ricordare che è Dio che chiama. Ma l’esperienza pastorale ci conferma che la voce del Signore è accolta e la risposta è favorita dalla ricchezza della testimonianza personale e comunitaria di quanti hanno già risposto alla chiamata del Signore nel ministero sacerdotale e della vita consacrata. Proprio il tema della Giornata vuole ricordarci che la vocazione nasce là dove le persone vengono raggiunte dalla testimonianza di altri chiamati, cioè di testimoni che hanno incontrato il Signore e vivono il loro servizio in modo appassionato.
In questo Anno Sacerdotale indetto dal Papa mi rivolgo in particolare ai sacerdoti: siamo noi stessi, con la nostra vita, i primi animatori vocazionali all’interno delle  nostra comunità.
Non dobbiamo lasciarci sovrastare dalla fatica che comporta la vita del presbitero. Conosciamo bene le sfide che stanno davanti a noi e anche dentro a ciascuno di noi: si va dall’indifferenza di chi ha deciso che non c’è nulla al di sopra dell’uomo ad una certa solitudine personale e pastorale. Ma se siamo uniti a Cristo risorto, se viviamo la comunione del presbiterio, se siamo legati alla nostra comunità, allora possiamo vivere con gioia la nostra scelta di vita, anche quando attraversiamo le prove, anche quando dobbiamo affrontare la sofferenza. Certo, ci scontriamo con i problemi quotidiani. Ma non ci lasciamo scoraggiare dagli ostacoli, non ci lasciamo impigliare nelle tante trappole. Non perdiamo mai di vista la forza di impatto che il nostro sì continua ad avere. Siamo uomini della Parola, attraverso le nostre parole. Siamo portatori di un messaggio di speranza e di vita, anche nella fragilità della nostra esistenza.
Possiamo rivolgere agli adolescenti e ai giovani l’invito di Cristo a “prendere il largo”. Ad una condizione di base: essere convinti che anche i giovani di oggi sono presi dal desiderio di dare senso pieno alla loro esistenza. Se lo sguardo di fede ci fa vedere che è sempre forte nell’animo delle nuove generazioni l’attrazione verso i valori dello spirito, allora possiamo venire incontro a questo desiderio proponendo un cammino che la nostra stessa vita testimonia. Aiutiamo i giovani a fissare lo sguardo sul volto di Cristo, a lasciare che sia Lui a orientare la loro ricerca e la loro aspirazione. 
Possiamo incoraggiare i genitori, i catechisti e gli educatori a non esitare a “prendere il largo”, aiutandoli a rendere visibile l’amore di Dio con le loro parole e con il loro esempio. Così saranno capaci di far scoprire ai loro figli la verità della loro vocazione e di aiutarli a essere generosi nella risposta al Signore.
Affido questa Giornata per le vocazioni alla Vergine santa, Madre del Redentore: sia Lei la nostra guida sicura nel cammino verso Dio e verso il prossimo. Con la sua materna intercessione sostenga le famiglie e le comunità ecclesiali nel loro impegno a il largo” e aiuti tutti noi sacerdoti a camminare sulla via della santità rispondendo con rinnovato entusiasmo alla chiamata del Signore.
† Gianni Ambrosio
vescovo di Piacenza-Bobbio