Venerdì 10 Settembre 2010
 

Erri De Luca tiene a battesimo “Piacenza Teologia”

Domenica 18 aprile alle 18 a Palazzo Gotico si presenta la rassegna di teologia in programma dal 14 al 16 maggio
Sarà lo scrittore Erri De Luca ad inaugurare domenica 18 aprile alle ore 18 presso  Palazzo Gotico a Piacenza la rassegna di maggio che “Piacenza Teologia” dedica quest’anno al tema della creazione.
Con l’intervento di Erri De Luca verrà ufficialmente presentata la manifestazione che nei giorni 14, 15 e 16 maggio concluderà le attività  dell’associazione iniziate  con l’incontro con lo chef Davide Oldani sul dono del nutrimento e proseguite con l’incursione nella scienza di Alessandro Omizzolo e nell’arte di Ivan Marco Rupnik.
L’approccio alla teologia attraverso i linguaggi simbolici e narrativi corrisponde all’intento dell’associazione di proporre percorsi, esperienze, stili che aprano la teologia alla complessità della vita affettiva chiedendo dunque una riflessione vicina agli interrogativi profondi dell’uomo contemporaneo, nella convinzione che sul tema della ragione credente si giochi l’essenza stessa della persona.
In questo contesto la scelta di Erri De Luca non è casuale. Grande conoscitore dell’Antico e del Nuovo Testamento, che traduce in ebraico e in greco, Erri De Luca non é uno studioso accademico, non fa di questi libri un semplice materiale di studio ma li ritiene la chiave di lettura per interpretare la scena umana, intessendo i suoi romanzi di riferimenti alla bibbia e alla spiritualità cristiana. Ne “In nome della madre”, dedicato alla storia della maternità di Maria, Erri De Luca racconta delle due ‘m’ incluse nel nome Miriam che esistono in ebraico, di cui quella finale é chiusa da ogni lato, mentre quella iniziale è gonfia e ha un’apertura verso il basso, e dunque “è un’emme incinta”.
Del Kohèlet dice che “la provvidenza ha voluto che questo libro rientrasse nel canone sacro. Lo si legge per grazia di questa assunzione, ma il lettore sempre si chiede cosa ci stia a fare Kohèlet nell’Antico Testamento. E si risponde, se crede: ‘amen’, verità”.
Che Erri De Luca, non certo un intellettuale di provenienza cattolica, rappresenti l’impossibilità di eliminare la cultura cristiana dal nostro modo di pensare, che il suo attuale successo dica il crescente interesse verso la vita religiosa, tutto questo indica un luogo di riflessione che l’associazione intende coltivare, per dedicare nuovi spazi e rinnovate prospettive all’elaborazione teologica e non smettere di ricercare i fondamenti profondamente umani che rendono ragione della fede. L’alternativa sarebbe l’arida dinamica istituzionale o l’illusione settaria, mentre “il credente sa - scrive PierAngelo Sequeri - che esiste una bellezza della verità di Dio che si rifrange in ogni pensiero e in ogni ricerca della verità”.
Enrico Garlaschelli