Lunedì 06 Settembre 2010
 

Verso le Regionali:
tre candidati a confronto

Galletti cerca spazio nella sfida tra il presidente uscente Errani e Anna Maria Bernini

I giovani, il lavoro e le forme aggregative che li riguardano come gli oratori; gli anziani; il sostegno alle famiglie, chiarendo qual è la concezione che si ha di “famiglia”;  le proposte per contrastare la crisi. Sono alcuni punti chiave sui quali abbiamo voluto mettere a confronto i tre candidati dei principali schieramenti politici alle prossime elezioni regionali in programma il 28 marzo. Su questi temi abbiamo invitato il presidente regionale uscente Vasco Errani (Pd), Gianluca Galletti, commercialista e deputato alla Camera (Udc), e Anna Maria Bernini, avvocato e parlamentare (Pdl), a fare alcune riflessioni anticipando alcuni punti del loro programma elettorale. 
a cura di
Francesco Rossi


Anna Maria Bernini, PDL

— Quali politiche ritiene che la Regione debba attuare per i giovani? Qual è il suo impegno nel caso in cui venisse eletto?
Il valore giovani è assoluto, da collegare con il merito e la capacità. È fondamentale il momento aggregativo, a ogni livello, che avviene attraverso il potenziamento di quelle strutture sportive, parrocchiali, ricreative che consentono ai giovani di stare insieme e creare “agenzie di senso”. La mia idea è di potenziare, in maniera concreta, tutto ciò che contribuisce al circolo formativo di solidarietà mutualistica degli affetti e della formazione dato da queste “agenzie di senso”, dove s’incontrano i giovani e i loro interlocutori.

— Tra le forme aggregative dei giovani vi sono gli oratori. Come valorizzarne la presenza sul territorio?
Prima di tutto, d'accordo con i responsabili diocesani e con i parroci, facendo progetti d'eccellenza di formazione. A quel punto, essendo gli oratori un tassello fondamentale del circuito formativo, vanno potenziati i fondi, legandoli ovviamente a specifici progetti, anche promuovendo un circuito della solidarietà della società civile, ad esempio attraverso finanziamenti e sponsorizzazioni per rimettere in senso strutture ricreative, sportive, spazi di lettura, cineforum ecc. Risorse, inoltre, vanno previste non solo per le infrastrutture, ma anche per i formatori che vi operano.

— Gli anziani possono essere una risorsa per il territorio regionale? Quali forme di sostegno ritiene necessarie?
Sono una grande risorsa: l'anziano in grado di partecipare alla vita familiare e sociale può essere impiegato come educatore, come formatore, fa lui stesso ammortizzazione familiare aiutando a gestire ed educare i nipoti. La vera emergenza è quella degli anziani non autosufficienti. Per loro bisogna potenziare e ampliare l'ambito d'applicazione del “bonus famiglia”, in modo che la famiglia possa decidere se spenderlo nelle strutture sociali deputate all'assistenza della non autosufficienza o altrove, o addirittura tenerlo al suo interno, ad esempio per avvalersi di una badante.

— La crisi economica continua a manifestare i suoi effetti. Quali politiche adottare, a livello regionale, per contrastarli?
Semplificare, poiché tutto ciò che è complicato è diseconomico. Mi riferisco ad autorizzazioni, permessi ecc. Alla semplificazione legislativa condotta a livello nazionale deve seguire la semplificazione amministrativa a livello locale. Molto se ne è parlato, poco è stato fatto e rimane un’opacità gestionale intollerabile in un modo in cui tutto va in fretta.

— La famiglia è spesso al centro del dibattito pubblico, e si lamenta - generalmente - la carenza di politiche familiari adeguate, soprattutto per i nuclei con figli. Per quanto riguarda le competenze regionali, qual è il suo impegno in proposito?
Mi riferisco alla famiglia tradizionale di costituzionale memoria: società naturale fondata sul matrimonio, che partecipa a quel concetto di “circuito degli affetti” e ha una funzione di solidarietà interna ed esterna. Essendo le competenze regionali in materia concorrenti con quelle statali, ritengo importante fare “filiera di governo”, riferendomi a quanto fatto in questi due anni a livello governativo, ad esempio per quanto riguarda la conciliazione dei tempi del lavoro femminile con quelli di cura familiare. Tra le priorità valorizzare gli asili nido, la “tagermutter” (“mamma di giorno”). Ancora, i bonus lavoro che non competono alla Regione, ma questa può fare un tavolo con le migliori forze economiche del territorio per convincere i soggetti interessati che, per valorizzare l’occupazione femminile, è opportuna un contrattazione di secondo livello per un’occupazione flessibile come tempi e modi di lavoro.

Vasco Errani, PD

— Quali politiche ritiene che la Regione debba fare per i giovani? Qual è il suo impegno nel caso in cui venisse eletto?
I giovani devono essere i protagonisti della nostra società e lo devono essere davvero. Rappresentano il nostro futuro, qui, ora. Ed è proprio pensando a loro che, con un’apposita legge dedicata alle “nuove generazioni”, abbiamo ridisegnato l'architettura del welfare per le politiche da zero a 35 anni: dalla scuola alla sanità, all’accesso al credito.
Finanziamo borse di studio, attività culturali, opportunità formative, l’acquisto della prima casa per le giovani coppie: è questa, secondo me, la prospettiva secondo cui occorre continuare a lavorare.

— Tra le forme aggregative dei giovani vi sono gli oratori. Come valorizzarne la presenza sul territorio?
Con la legge sulle nuove generazioni la Regione ha impegnato circa 3,3 milioni di euro: parte come contributi destinati a ristrutturazioni e attrezzature per gli spazi giovanili gestiti dagli enti locali, parte per progetti e attività educative organizzati da associazioni, cooperative, parrocchie e oratori.
Crediamo che questa sia una risposta concreta a un’esigenza educativa reale.

— Gli anziani possono essere una risorsa per il territorio regionale? Quali forme di sostegno ritiene necessarie?
Gli anziani rappresentano un tesoro di esperienza, memoria, saggezza. Al tempo stesso vanno protetti, tutelati. Per questo lavoriamo costantemente sull’integrazione dei servizi, per far sì che la nostra comunità sia in grado - anche dal punto di vista della casa, dei trasporti, della sicurezza del territorio - di rispondere alla crescita dell'aspettativa di vita.
Un dato soltanto: i 420 milioni di euro investiti dalla Regione per il Fondo per la non autosufficienza dell’Emilia-Romagna nel 2010. Il Governo ne stanzia 400, ma per tutto il Paese.

— La crisi economica continua a manifestare i suoi effetti. Quali politiche adottare, a livello regionale, per contrastarli?
Nel 2009, anno “nero” per l’economia, abbiamo promosso un “Patto per attraversare la crisi” da 520 milioni. Lo stanziamento di questa somma è servito per tutelare i lavoratori e le imprese e, grazie a questo, sono stati 40.000 i posti di lavoro che sono stati salvati. Abbiamo stanziato, inoltre, 114 milioni per qualificare e rafforzare le competenze di disoccupati e occupati.
E anche se per il 2010 è previsto un lieve miglioramento, il nostro impegno non verrà meno: dalla crisi si esce tutti insieme.

— La famiglia è spesso al centro del dibattito pubblico, e si lamenta - generalmente - la carenza di politiche familiari adeguate, soprattutto per i nuclei con figli. Per quanto riguarda le competenze regionali, qual è il suo impegno in proposito?
In Italia manca da troppo tempo una politica seria per le famiglie, mentre questa Regione ne fa il perno del proprio welfare di comunità. Dobbiamo lavorare per consentire l’accesso ai servizi da parte di tutte le famiglie e di tutte le persone con criteri di equità, senza discriminazioni, aiutando chi ha più problemi.
Per questo nell’ultima Finanziaria abbiamo introdotto criteri premianti proprio per le famiglie numerose, assieme a una norma antidiscriminatoria che estende alle famiglie anagrafiche la possibilità di accesso ai servizi derivanti da leggi regionali.
Ciò ovviamente non tocca il concetto stesso di famiglia che è fissato nella Costitu-
zione.

Gianluca Galletti, UDC

— Quali politiche ritiene che la Regione debba attuare per i giovani? Qual è il suo impegno nel caso in cui venisse eletto?
Uno solo: scommettere sui giovani. I giovani sono il nostro futuro. Sono l’unica possibilità che ha questa Regione per ritornare a competere nel quadro della competizione tra territori indotta dalla globalizzazione dei traffici e del mercato. L’immobilismo di questa regione sta determinando le condizioni per una progressiva fuga dei cervelli e delle energie migliori. Mi impegnerò con tutte le mie forze per invertire la rotta. Per farlo, però, bisogna partire dal rilancio della scuola, dalla definizione di una relazione nuova e più moderna con le università e con il mondo delle imprese.

— Tra le forme aggregative dei giovani vi sono gli oratori. Come valorizzarne la presenza sul territorio?
Gli oratori costituiscono una ricchezza straordinaria dal punto di vista umano, educativo e formativo per la crescita dei nostri giovani e la loro socializzazione. Per questo vanno sostenuti con forza, anche prevedendo ulteriori forme di sostegno economico dirette, per esempio, a riqualificare le strutture e gli impianti sportivi in dotazione. Ho frequentato l’oratorio della mia parrocchia da piccolo e so di cosa parlo.
Aggiungo, ancora, che rappresentano uno degli argini più forti contro la diffusione della cultura del relativismo etico che affligge le giovani generazioni.

— Gli anziani possono essere una risorsa per il territorio regionale? Quali forme di sostegno ritiene necessarie?
Sì, senza alcun dubbio. Il sistema socio-assistenziale e sanitario va ripensato per venire incontro alle esigenze derivanti dall'aumento costante delle aspettative di vita. Per farlo, però, occorrono due cose. In primo luogo bisogna mettere al centro degli interventi la dignità della persona umana in tutte le fasi della sua vita.
In secondo luogo, e voglio essere molto chiaro su questo punto, è necessario far uscire la politica dalla sanità. Il ruolo della politica è troppo invasivo. È inaccettabile che un politico nomini dirigenti e primari. L’obiettivo, evidentemente, è quello di migliorare la qualità e la quantità dell’offerta sanitaria e socio-assistenziale ai cittadini.

— La crisi economica continua a manifestare i suoi effetti. Quali politiche adottare, a livello regionale, per contrastarli?
Aiuti alle famiglie a partire dalle giovani coppie, infrastrutture, sostegno alle imprese. Queste saranno le priorità della mia Presidenza. Per questo, a fine febbraio, sottoporrò ai cittadini dell'Emilia Romagna un articolato e approfondito programma. Dirò, inoltre, dove recupererò le risorse per realizzare tutto ciò. Senza trucchi e senza inganni. Il nostro sarà, insomma, un programma “sostenibile”.

— La famiglia è spesso al centro del dibattito pubblico, e si lamenta - generalmente - la carenza di politiche familiari adeguate, soprattutto per i nuclei con figli. Per quanto riguarda le competenze regionali, qual è il suo impegno in proposito?
Chi ha più figli deve pagare meno tasse. Per questo è necessario agire prima di tutto sulle addizionali Irpef, che penalizzano notevolmente i nuclei familiari più numerosi. Inoltre ritengo paradossale che nei calcoli Isee (indicatore che permette di misurare la condizione economica delle famiglie, tenendo conto del reddito, del patrimonio mobiliare-immobiliare e della quantità di familiari a carico) ogni componente in più della famiglia conti sempre meno a livello di coefficiente, a prescindere dall’età, dalla condizione scolare e da altri parametri, e per questo intendiamo introdurre a livello regionale un indice correttivo che sostenga le famiglie dando sempre maggior peso al crescere dei figli.