Il Piacenza Calcio corre ai ripariChiuso il calcio mercato con la società biancorossa protagonisa. Con i “nuovi” si è vinto a Trieste. Sabato il Padova al GarilliLunedì sera si è chiusa la sezione invernale di un calcio mercato dove sono emersi i sintomi della crisi finanziaria dove tutti hanno merce da vendere ma non i soldi per comprare Ed allora tanti prestiti. Così girano molti giocatori ma pochi soldi. Ora le squadre potranno tesserare soltanto giocatori senza contratto, ovvero quelli liberi da vincoli societari.
LE GRANDI MANOVRE. Il Piacenza è stato molto attivo in questo anomalo commercio di prestazioni sportive. Non abbiamo dati precisi in merito ma sembra che nessuna altra società abbia portato a termine ben 10 operazioni, 7 in entrata e 3 in uscita a conferma che, come abbiamo sempre sostenuto, la squadra in estate era stata costruita in modo lacunoso per mancanza d’investimenti in osservanza di una rigorosa politica di contenimento dei costi con la conseguenza di una classifica allarmante e con la necessità di interventi massicci per evitare il baratro della serie C. In questi casi paga sempre, e soltanto, l’allenatore (Castori). Quindi al movimento dei 10 giocatori va aggiunto anche un allenatore. Anche in questo caso non è dato di sapere quanto peseranno, oltre che su di una deficitaria classifica, sul bilancio societario queste operazioni, ma è certo che le squadre costruite in estate costano meno, fanno più classifica e, soprattutto, in caso di opportunità, hanno pur sempre il paracadute invernale. ARRIVI E PARTENZE. Dei 7 giocatori arrivati alla corte di Ficcadenti 2 sono attaccanti (Foti e Cani), 4 centrocampisti (Greco, Sivakov, Amodio e Paro) ed un difensore (Melinte). In uscita registriamo un difensore (Calandroni) e 2 centrocampisti (Nainngolan e Bianchi). Le lacune più vistose, individuate in un centrocampo troppo esiguo, giovane e leggero, peraltro penalizzato dal lungo infortunio di Parfait, e della mancanza di un bomber, ovvero di un attaccante puro, in avanti, sono state, dunque, colmate. Ed i risultati si sono già visti nella trasferta vittoriosa di Trieste. Dei nuovi arrivati Nicolas Amodio e Matteo Paro sono gli acquisti più eclatanti dai quali potrebbe derivare l’atteso salto di qualità e quell’aumento dello spessore tecnico necessario per essere protagonisti in un campionato di assoluto equilibrio e mediocrità. Gli altri potrebbero risultare autentiche scommesse essendo tutti giovani alla ricerca di successo con un occhio particolare a quel Edgar Cani che ha clamorosamente esordito in biancorosso realizzando una splendida doppietta. LA PERSONALITA’. Questa qualità non la si può comprare al mercato. E neppure prenderla in prestito. La si deve costruire e la deve dare l’allenatore con l’aiuto dei risultati. Le vittorie, in questo caso, possono fungere da importante propellente. Anche a Trieste, come in casa con il Gallipoli, una volta in vantaggio la squadra tende a rinunciare a giocare e chiudersi pericolosamente finendo per correre rischi eccessivi sicuramente evitabili. Così per vincere deve venirci in soccorso anche la buona sorte o la pochezza dell’avversario, ma talvolta il gol nel finale potrebbero trovarlo gli avversari anche quando, come si è rivelata la Triestina, sono sensibilmente inferiori. Contiamo molto sulle qualità tecniche e d’esperienza di Amodio e Paro per vedere crescere la squadra anche sotto questo aspetto. SABATO IL PADOVA. La vittoria di Trieste chiede una conferma col Padova (al Garilli alle ore 15.30). Battendo i veneti i biancorossi avrebbero colmato un pericoloso gap e potrebbe iniziare, per loro, un altro campionato. Ora la squadra è sicuramente competitiva. Deve mettere da parte ogni paura e giocare con determinazione e sicurezza nei propri mezzi. Oltre ai nuovi arrivati si è recuperato anche Graffiedi. A questo punto non resta che vincere. Luigi Carini
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