Suor Egidia, per una volta sindaco“No, devi aver capito male, la Pinetta non può farsi suora!”. Questo bisbigliava la gente di Agrate Brianza sessant’anni fa. Gesuina Giuseppina Maria Missaglia, per tutti Pinetta, era una ragazza bella, allegra e con tanti ammiratori. Nella sua grande casa si radunavano i ragazzi del paese lombardo quando lei suonava la fisarmonica e teneva dei lunghi concerti insieme ai suoi fratelli anche loro musicisti. Nella sua mente, però, c’era sempre la stessa idea: diventare suora.Aspettò che tutti i suoi fratelli si fossero sposati (per loro era una seconda madre essendo morta la sua quando aveva 12 anni) e prese i voti nelle Figlie di Gesù Buon Pastore. Oggi tutti conoscono Gesuina Giuseppina Maria Missaglia come suor Egidia. Di anni ne ha compiuti 90 lo scorso 13 agosto. E per festeggiare sia questo compleanno speciale, sia i 60 anni di voti perpetui che i 30 anni d’insegnamento nella scuola materna “don Bosco” di San Polo, l’8 dicembre scorso il gruppo “Sursum Corda” ha promosso una festa. Nella chiesa di San Polo, oltre all’intera comunità, si sono trovati la madre generale dell’ordine delle Figlie di Gesù Buon Pastore suor Franca Barbieri, l’economa dell’ordine suor Giacomina Benzi, il sindaco di Podenzano Alessandro Ghisoni, gli assessori Mario Scaravella e Fiorenzo Piccioli Cappelli (che presiede anche il gruppo missionario parrocchiale), il parroco di San Polo don Franco Sagliani e le consorelle che con lei vivono ed operano a San Polo. Il sindaco in quell’occasione ha messo al petto di suor Egidia la sua fascia tricolore eleggendola a sindaco per un giorno. “In quel giorno di festa – ha spiegato - ho provato un’emozione così forte che non riuscivo neppure a parlare. Non pensavo che tanta gente sarebbe venuta a farmi una simile festa”. Suor Egidia parla con modestia. Sì, perché lei è una figura storica per San Polo. Non si contano i bambini che ha educato durante i 30 anni di attività (ai quali si aggiungono brevi periodi in precedenza). “Sono nata ad Agrate Brianza – ha spiegato – ed ho sempre avuto nel cuore i bambini. Pinetta, devo andare a fare la spesa, mi curi il mio bambino? Dicevano a me, ragazzina, le signore del luogo. Io rispondevo di sì con gioia ed avevo sempre qualche bambino in casa oltre ai miei 6 fratelli”. Suor Egidia ha sempre nutrito nel suo cuore la vocazione. “Mia cugina Chiara era suora del Buon Pastore – ha continuato – quando ero bambina mi affascinava il suo vestito; da ragazza fui colpita dal suo esempio, dal suo modo di dedicarsi agli altri”. A 24 anni suor Egidia entrò in convento. Ha operato in varie case del Buon Pastore: in Casa Madre a Roma, nel sud Italia, poi nel piacentino (prima a Vigolzone, a Vernasca e poi a San Polo dove a lungo è stata direttrice della scuola materna). Il grande dono che possiede suor Egidia è quello di stabilire da subito un rapporto con i più piccoli, è quello di farsi amare e ascoltare. “I ragazzi – ha affermato – mi hanno sempre voluto bene. Mi “temevano” anche un po’. Arriva suor Egidia – li sentivo dire mentre arrivavo. E tutti si fermavano, smettevano di fare baccano e cominciavano a stare attenti. Anche il prete si stupiva dell’influenza che avevo sui ragazzi”. Le persone di San Polo nutrono tanto amore e ammirazione nei confronti di questa religiosa che ha un senso dell’umorismo pungente. “Quando facevo dottrina dicevo scherzando: state buoni, se no mi tolgo la ciabatta santa! Ed ancora oggi alcuni miei ex alunni, quando mi vedono, ricordano questo particolare ridendo”. Oggi suor Egidia si mantiene sempre in movimento dedicandosi principalmente al decoro della chiesa. Ma qual è il suo segreto? “Me lo chiedono tutti. Rispondo sempre che, da giovane, all’ospedale, incontrai una suora. Mi svelò il segreto per “scampare fino a 100 anni”: bere mezzo bicchiere di marsala a digiuno, appena ci si alza dal letto. Non so se sia vero. Ma io l’ho sempre fatto e a 90 anni ci sono arrivata!”. Giovanna Ravazzola
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