Apre al pubblico l’arte dei padri scalabrinianiInaugurazione della pinacoteca domani, sabato 28 novembre, alle ore 18, nella casa madre di via TortaUna nuova realtà culturale fa il proprio ingresso ufficiale nel panorama dei musei piacentini: domani, sabato 28 novembre, viene inaugurata la nuova pinacoteca degli scalabriniani, nella “casa madre” della congregazione di via Torta 14. Alle ore 18 Messa presieduta dal vicario generale mons. Lino Ferrari, al termine inaugurazione della pinacoteca con gli interventi del prof. Ferdinando Arisi, curatore del catalogo, del direttore padre Silvio Pedrollo e dell’assessore alla cultura del Comune di Piacenza dottor Paolo Dosi. La pinacoteca fa parte di un complesso culturale che comprende anche una prestigiosa biblioteca (sempre diretta da padre Silvio Pedrollo) e il museo del beato Scalabrini. La nuova galleria custodisce importanti dipinti dal Seicento al Novecento a cui si aggiunge una sezione con paramenti sacri di raro valore. Domani vi è la presentazione ufficiale al pubblico, ma a questa realtà culturale si sta lavorando da tempo: raccolte del genere non si improvvisano in quanto non è sufficiente possedere le opere (qui la congregazione ha raccolto, accanto a quelle già della casa madre, anche quelle delle sedi chiuse), ma vanno collocate in una sede adeguata e dotate degli strumenti che agevolino la loro fruizione. Quindi un progetto avviato da anni. In particolare facciamo riferimento allo schedario della biblioteca e al catalogo critico della pinacoteca affidato al prof. Ferdinando Arisi coadiuvato dalla nipote Paola Riccardi Arisi (foto di Mauro del Papa e Carlo Pagani); titolo: “Scalabrini: l’arte e gli artisti. Galleria dei Padri scalabriniani” (edizioni Tip.Le.Co). Arisi è ormai un veterano in questo genere di pubblicazioni: suoi sono i cataloghi del museo civico di Palazzo Farnese, della Ricci Oddi (due edizioni) e della galleria alberoniana. Non poteva quindi non essere interpellato per presentare, in modo scientifico, anche questa nuova collezione destinata a diventare un importante polo culturale di Piacenza. Biblioteca e Galleria sono diretti da padre Silvio Pedrollo che ha assunto questo incarico una decina d’anni fa quando, lasciato l’insegnamento, si è dedicato alla sua passione di letterato bibliofilo. Veronese, docente di italiano e latino nei licei in Italia e all’estero, assumendo la direzione della biblioteca della casa madre ha portato in dote la sua biblioteca personale composta da ottomila volumi, ma il vero contributo dato dallo studioso alla sede piacentina sono la competenza e la passione messe nell’organizzare questi due settori che ora vengono posti a disposizione del pubblico piacentino. “Ogni quadro – commenta lo stesso padre Pedrollo parlando del catalogo della pinacoteca - ha una scheda di analisi, di valutazione, di collocazione temporale, di attribuzione: una vera arte di acribia imperterrita. Per trentotto quadri ci sono tavole di riproduzione a colori; per tutti gli altri, una foto in bianco e nero. Non ci sono né Michelangelo, né Van Gogh, ma qualche quadro è imparentato con i Grandi, oppure è già ad alta quota l’artista stesso: Guercino, Procaccini, Nuvolone. Per il tempo, la galleria parte dal 1500 al 2000. Del 1700 sono rilevanti i Capricci architettonici, nati dalla voglia di un ritorno al mondo classico. “Del 1800 sono presenti pittori e scultori piacentini nell’orbita dello Scalabrini, specialmente per il restauro della cattedrale. Del 1926-1927 sono di grande rilievo i sedici quadri di Vanni Rossi: una Madonna con i quindici misteri del Rosario, un unicum per Piacenza. Ci sono altre decine di pittori viventi, accolti perché fanno storia. Chi si interessa di arte senz’altro troverà di suo gradimento questo libro e la nuova quadreria di cui si parla”. Fausto Fiorentini
|



