Lunedì 06 Settembre 2010
 

Piacenza Calcio, finisce la favola?

Sconfitto dal Modena e nel recupero con l’Ancona la classifica si fa grave. Sabato 31 ottobre in trasferta contro il Crotone: vietato perdere

Un punto nelle ultime 5 partite; due nelle ultime 7. Il Piacenza affonda nella bassa classifica. Nel calcio a volte i numeri, pur impietosi, possono essere casuali, dovuti, cioè, a circostanze particolari e sfortunate e lasciano spazio alle speranze ed alla possibilità d’inversione di tendenza.
Per il Piacenza si ha la sensazione, invece, che non sia così perché esprimono una carenza di risorse tecniche e tattiche che fanno la squadra non adeguatamente competitiva nonostante una grande generosità agonistica da parte di tutti.
Ed allora il timore che la favola Piacenza stia per finire si va diffondendo sempre più. E se non è il momento di trarre affrettate e catastrofiche previsioni si possono, invece, cercare di individuarne le cause nella possibilità di trovare rimedi.

LA SQUADRA. L’allenatore Castori ha lavorato con entusiasmo e passione. Ha formato un gruppo riuscendo a dare anche una certa organizzazione al complesso. Ha dato la possibilità a tutti di dimostrare il loro valore. Insomma, ha cercato risorse un po’ dovunque, ma ne ha trovate poche. Tuttavia il suo modulo e le relative scelte tattiche non sempre ci convincono. Preferisce, quasi sempre giocare con 3 punte, ma ha scarsità di attaccanti affidabili. I più dotati, Guzman e Graffiedi, sono vittime sovente di infortuni. Di conseguenza se non si dispone di giocatori in grado di svolgere adeguatamente il loro ruolo è preferibile giocare in modo tatticamente diverso. Avendo abbondanza di numero e di qualità di difensori sarebbe d’uopo utilizzarli e rinforzare così il reparto arretrato sostenendo meglio i centrocampisti. Usando le formule si potrebbe indicare nel 5-3-2 o, in trasferta, anche il 5-4-1. Non è affatto detto che con meno attaccanti si segni di meno. A volte è vero il contrario. A centrocampo Castori li ha provati proprio tutti (l’ultimo Silvestri) ad eccezione del ragazzo, a nostro avviso maggiormente dotato: vale dire quel Maccoppi che ha nei piedi e nella testa la capacità di mettere un attaccante in condizione di segnare. Perché non provare anche lui?

LA SOCIETA’. Il momento è particolarmente difficile. La situazione finanziaria ed economica è delicata. Da tempo mancano gli investimenti. In questi casi si va inevitabilmente verso la deriva. Il presidente Fabrizio Garilli aveva dichiarato mesi fa di essere disposto a cedere la società. Poi non è più tornato sull’argomento, eppure la situazione non è cambiata. Perché?

IL PROBLEMA ARBITRALE.
Sarebbe davvero ingiusto attribuire l’attuale classifica con gli errori arbitrali, ma è indubbio che anche questi hanno avuto il loro peso e che ogni episodio viene sempre giudicato a nostro danno. Questo fenomeno si verifica spesso in concomitanza con le difficoltà finanziarie della società. Se guardiamo le squadre retrocesse nella scorsa stagione soltanto il Rimini è sopravvissuto, le altre (Treviso, Pisa ed Avellino) sono fallite. E gli arbitri, è notorio, non sono mai dalla parte dei più deboli.

CROTONE AL BIVIO.
I biancorossi escono dalla battaglia di Ancona leccandosi le ferite. A Crotone mancheranno due pilastri difensivi come Puggioni e Iorio (squalificati). In compenso si potrebbero recuperare Graffiedi, Zammuto e Bianchi. Quella di sabato è una partita estremamente importante: assolutamente da non perdere.

Luigi Carini