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Profugo e ricercato a 2 anni

percorso Amarsi 11

Un giorno una signora che si lamentava della vita difficile che aveva avuto a causa dei suoi genitori, scherzando mi disse: “Ci credo che Gesù era quello che era: con la Madonna come madre e San Giuseppe come padre sarei venuta fuori bene anch'io!”.
Non so da dove nasca l'idea che Gesù abbia avuto una vita facile, vista anche banalmente la morte che ha subìto.
E anche l'inizio non è stato dei più semplici...

Il figlio di una ragazza madre

Tutto comincia quando Maria rimane incinta per opera dello Spirito Santo.
Per noi è ormai un dato piuttosto assodato che Dio sia il padre di Gesù, oltre al fatto che nessuno si scandalizza più di fronte a una donna che resta incinta fuori dal matrimonio.
Duemila anni fa però non era proprio così: una giovane ebrea, non sposata, con una pancia sospetta faceva una brutta fine.
Contrariamente all'uomo, che spesso la faceva franca, la madre, essendo “sempre certa”, era quella che ne pagava immancabilmente le conseguenze. E ai tempi non andavano per il sottile: la donna, che portava nel suo corpo i segni evidenti di un grave peccato, veniva uccisa a sassate dai suoi stessi concittadini.
Cosa avrà provato Maria pensando ai problemi concreti a cui andava incontro?
Inoltre, come spiegare al fidanzato che aspettava un bambino non suo?
Roba da stare svegli la notte! E il bambino con lei.
Alla fine le cose si aggiustano: Giuseppe viene avvertito in sogno da un angelo che il bambino che nascerà da Maria è figlio di Dio; decide allora di prenderla con sé e di crescere il piccolo come figlio suo.

Tutto in salita

Finiti i problemi? Macché!
Maria è ormai alla fine della gravidanza, il pancione sempre più pesante, ed ecco che salta fuori il censimento del governatore Quirinio: bisogna andare tutti a Betlemme a farsi censire perché l'imperatore Augusto, che aveva imposto l'esilio a Erode Archelao, voleva stimare la ricchezza dei territori acquisiti, calcolando quante tasse avrebbe potuto raccogliere dalla loro popolazione. Oltre al danno, anche la beffa...
Non so quanti medici consiglierebbero oggi a una donna a fine gravidanza di mettersi in cammino per un viaggio a piedi di oltre 150 km.
Mettiamo anche che Giuseppe abbia preso tutte le precauzioni e abbia cercato di alleggerire il più possibile Maria: vogliamo pensare che sia riuscito, come si vede in alcuni affreschi, a recuperarsi un asinello. Va bene, ma chi di noi oggi si metterebbe in viaggio sopra un mulo, dalla mattina alla sera, con un parto imminente da affrontare?
Gesù non è ancora nato e la sua è già una vita difficile.
Poi l'arrivo a Betlemme: “Il più è fatto”, avrà pensato Giuseppe.
E invece no. Cercano un alloggio qualunque per far riposare la madre e il bambino che sta per nascere, ma non c'è posto da nessuna parte. È come trovare una stanza d'albergo a Milano nella settimana del Design: tutto esaurito e prezzi alle stelle.
Giuseppe cerca di fare del suo meglio; a Maria si rompono pure le acque: finiscono in una stalla e il bambino nasce tra la puzza di letame e il riscaldamento “eco-friendly” prodotto dal bestiame.

Profugo e ricercato a 2 anni

E i problemi continuano: Gesù non ha ancora due anni e si ritrova ad essere già un ricercato. Il Re Erode, venuto a sapere che è nato il futuro “Re dei Giudei”, vuole mettere a morte tutti i bambini dai due anni in giù, per togliere di mezzo il potenziale rivale.
Ed ecco che Giuseppe si prende Maria e il bambino e si dà alla fuga.
Altro viaggio, altre paure, altre difficoltà. Gesù si ritrova ad essere un piccolo profugo.
I primi passi li farà in terra d'Egitto: imparerà la lingua materna in casa, e quella egizia mentre cerca di inserirsi tra i bambini del posto.

Perché raccontare tutta questa storia?
Perché Gesù rimane un modello per noi, uno da cui imparare come vivere.
Quanto sarà rimasto segnato dagli eventi appena raccontati?
Anche crescere da straniero in una terra non sua, non sarà stato facile: lo vediamo anche noi oggi con le tante persone che vengono a cercar fortuna qui da noi, vediamo quanto sospetto ci sia ancora verso il forestiero.
È probabile che quella diffidenza l'abbia subita anche Gesù.
E allora come ha fatto a crescere così sicuro? Dove ha trovato la forza per superare ogni cosa?

11 - Continua
La prossima tappa sarà online giovedì 6 agosto

amarsi autore L'Autore

Letizia Capezzali è pedagogista. Laureata presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e con una specializzazione in Pedagogia Clinica, lavora da oltre 15 anni in ambito educativo.
A vent'anni fa un'esperienza forte di Dio che le stravolge la vita e la porta ad entrare a far parte della Comunità Magnificat, comunità di alleanza del Rinnovamento nello Spirito presente in tutta Italia e con missioni aperte in diverse parti del mondo.
All'interno della sua comunità è attualmente responsabile della Fraternità di Milano e si occupa di formazione e accompagnamento spirituale.
Collabora al settimanale di Piacenza Il Nuovo Giornale per il quale ha scritto numerosi articoli e un fascicolo della collana I Testimoni della Fede dedicato a Giuseppe Berti.

Pubblicato il 3 agosto 2020

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Le tappe già pubblicate

1. Un percorso per scoprire come imparare ad amare

2. Una scoperta sorprendente

3. «Non sei abbastanza», una grande bugia

4. «Mio padre è il padrone del mondo»

5. Amàti sempre. Così come siamo

6. Il perdono che guarisce

7. Il nostro Barabba

8. Rumore, rumore, rumore

9. Nella tenda con Gesù

10. Perdonare fa bene

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