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Torna a suonare l'organo Gianfré della chiesa di San Gerolamo

soprano Claudia Castelli e organista M. Genesi

Tra le ultime manifestazioni culturali piacentine tenutesi prima della sospensione cautelativa per Covid-19, figura una serata concertistica per organo e soprano che si è tenuto nella chiesa interna al Convento e Casa Generalizia dell’ordine delle Figlie del Buon Pastore, in via Mazzini a Piacenza. 
Il concerto intendeva valorizzare un organo storico collocato nella balaustrata di fronte all’altar maggiore. Lo strumento tardo-ottocentesco e dalla timbrica propriamente “ceciliana” è di origine anonima, con interventi (costruzione, revisione) della coeva Casa Organaria piacentina “Cesare Gianfrè”; è stato recentemente riportato agli antichi splendori dalla Bottega Organaria di D’ Arpino & Cremonesi di Soncino (nel 2012). Lo strumento è stato chiaramente costruito non a fini concertistici ma eulogici in quanto è destinato all’accompagnamento dei canti liturgici e delle preci intonate. Il suo pregio è di permettere un millimetrico dosaggio ed una costante regolazione dell’ emissione sonora grazie alla presenza proprio sulla facciata della cassa lignea di una griglia verticale o “gelosia” che può essere aperta, chiusa o semichiusa a seguito dell’ azionamento di un comando da parte dell’ organista.

Il concerto diretto dal maestro Genesi
La soprano Claudia Castelli-Gazzola  ha interpretato  “Salve Maria” di Saverio Mercadante (con cadenza vocale finale scritta dallo stesso Genesi), compositore di epoca verdiana, ma purtroppo oggi quasi dimenticato, anche se di primaria rilevanza artistica. Il programma comprendeva anche un’esecuzione solistica del “Laudate Dominum” K 339 dai “Vesperae Solemnes de Confessore” di Wolfgang Amadeus Mozart, che ha messo in luce il possesso di una ferrata tecnica di emissione di prolungati fiati da parte del soprano, oltre che in due impegnative pagine di Giuseppe Verdi: “Ave Maria eletta fra le spese e le Vergini sei” da “Otello” di Giuseppe Verdi” ed “Ave Maria sopra un antico testo dantesco”. In questi brani il soprano ha mostrato di saper fondere armoniosamente la propria voce con un’adeguata timbrica organaria. Il programma vocale includeva anche un’ “Ave Maria per Soprano e Organo” in stile moderno dello stesso organista M. Genesi composta “in memoriam” del promettente baritono piacentino Ludovico Barbieri prematuramente scomparso.
L'esecuzione strumentale della Fantasia K 397 in Re Minore di Wolfgang Amadeus Mozart ha permesso un’appropriata valorizzazione dell’estensione complessiva dell’organo, unitamente alla spumeggiante Sonata Quarta in La Maggiore di Giovanni Battista Pescetti (e strutturata in tre tempi), composta per la dama Grazia Boyle a Londra nel 1739, al meditativo Ouverture dall’ oratorio “The Messiah” nella edizione londinese di John Walsh del 1750, ed all’espressivo “Largo” dal Concerto BWV 1056 di Johann Sebastian Bach.
Dello stesso Genesi sono state eseguite le Variazioni sul tema liturgico di L. Piatti “Tu che fai nuove tutte le cose”, tratte dalla sua collezione di musiche organistiche edite dalla Casa Musicale Carrara di Bergamo (e comprendente anche le “8 Variazioni-Corale e Fuga su un Tema di Haendel” Opus 74).
La serata è stata introdotta dalla Madre superiora suor Franca Barbieri. Il pubblico è stato guidato e condotto lungo l’excursus esecutivo da Marilena Massarini che ha presentato con dovizia di particolari storico-musicali i singoli brani eseguiti ed i due artisti.
Mario Genesi è organista titolare da vari anni nella Basilica di Sant’ Eufemia a Piacenza, mentre il soprano Claudia Castelli- Gazzola ha conseguito il perfezionamento post diploma ed il “tirocinio” presso il locale Conservatorio di Musica, vantando un nutrito curriculum concertistico alle spalle.
Come “bis” è stata eseguita una rara “Ave Maria” per organo del 1757 composta dal parroco di Sant’ Agata di Cremona, ma di cui era conservata copia presso l’antica Biblioteca monastica maschile dei Carmelitani di Santa Teresa di Piacenza, a riprova di come il brano fosse conosciuto e possibilmente eseguito nella nostra città da circa tre secoli.
La prece mariana musicata è stata ritrovata e trascritta in notazione moderna dallo stesso maestro Genesi (che proprio su quel Fondo Musicale carmelitano ha pubblicato un articolo in “Strenna Piacentina 2019”).

Pubblicato il 17 giugno 2020

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