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In vacanza a Resy con l'Ufficio Scuola

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Quattordici studenti di istituti superiori della città hanno condiviso alcuni giorni nell’incantevole scenario della Val d’Ayas, accompagnati dai docenti Lamberto Breccia e Claudio Ferrari, che insieme a Virgilio Solenghi, Francesco Luppi e Michele Parisi hanno predisposto il percorso formativo della settimana.  La casa di Resy, dove l’Azione Cattolica da più di 40 anni propone vacanze e campiscuola per ragazzi, giovani, famiglie, ha accolto la prima vacanza comunitaria proposta dall’Ufficio Scuola diocesano.
Di seguito la testimonianza di Alessandro.

Come spesso accade prima di andare in vacanza o prendere una pausa dalla vita quotidiana a cui ci siamo abituati, pensi sempre a quali esperienze vivrai una volta giunto a destinazione. Ecco, io dalle foto che mi erano state girate e (lo ammetto) una sbirciatina su Google, mi aspettavo una gran bella vista in mezzo ai monti, delle lunghe e faticose passeggiate, magari qualche temporalino qua e là data l’imprevedibilità del tempo lassù e una divertente settimana con amici e coetanei. Tutto ciò è stato soddisfatto appieno e non potrò ringraziare mai abbastanza tutte le persone che hanno reso quel breve periodo così speciale: concretamente credo che sia una vacanza adatta a tutti purché ognuno sia disposto a rinunciare a qualche piccola comodità. Saper vivere in comunità è qualcosa che molte persone sanno già fare ed altre acquisiscono in breve tempo, ma è fondamentale se dividerai per sette giorni una piccola camera con tre o quattro persone e mangerai con una ventina.
Parlando della struttura è un rifugio di montagna e quindi come ho detto prima non bisogna aspettarci tutte le comodità a portata di mano, ma i bagni (ristrutturati da poco) sono veramente funzionali e comodi. Il cibo è ottimo e non temete di rimanere senza bis perché non succederà e poi come si fa a non pulire la pentola con la scarpetta se cucina una cuoca piacentina come Lucia? Impossibile.
Ogni giorno (tranne quelli di riposo) avevamo una destinazione differente in posti che non scorderò mai per bellezza e pace, raggiungibili talvolta con poco sforzo ed altre con lunghe camminate. Siate pronti a camminare e a faticare perché quando sarai in vetta con una vista spettacolare e penserai di aver fatto tutto con le tue forze, beh questo ti regalerà un orgoglio infinito. Come diceva l’ammiraglio statunitense William McRaven <<Rifai il letto, perché così avrai portato a termine un obbiettivo che seppur piccolo ti regalerà orgoglio e la voglia di portare a termine compiti più grandi. Rifarsi il letto dimostra anche a noi stessi che le piccole cose della vita contano e se non si è in grado di fare bene quelle piccole, non potrai mai fare bene quelle grandi; inoltre se hai avuto una giornata miserabile, tornerai a casa e dormirai in un letto fatto, che tu hai fatto e questo ti incoraggerà che domani sarà un giorno migliore>>.
Ho visto ragazzi che hanno faticato durante quella settimana, ma che hanno sempre raggiunto la vetta come tutti gli altri e io invidio veramente la forza di volontà che ci hanno sempre messo perché sono riusciti a dimostrare a se stessi ed agli altri il loro vero valore nonostante le difficoltà a cui dovevano tener testa.
Durante la settimana, abbiamo affrontato alcuni momenti di riflessione personale su vari temi più o meno complessi, che richiedevano concentrazione e silenzio. Per questo la maggior parte delle volte li facevamo in luoghi abbastanza lontani dal rifugio, oppure durante un’escursione anche per riposare un po’.
Prima di partire devo dire che ero abbastanza critico riguardo la gioventù del presente, nonostante io ne faccia totalmente parte, perché ritenevo che molti ragazzi si presentino a noi con una maschera e una corazza che non riesci a penetrare, non riuscendo a decifrare di conseguenza le emozioni che provano in un determinato momento o i pensieri che passano loro per la testa. Grazie a questi momenti di condivisione dei pensieri e apertura verso gli altri però, mi sono dovuto ricredere, riuscendo a stabilire rapporti di profonda amicizia anche con persone che ho visto per poco tempo. Devo molto ai miei compagni di viaggio, in loro ho trovato delle persone sincere pronte ad aiutare chiunque ed in qualunque occasione, disponibili per un confronto o per lo scambio di idee e soprattutto capaci di ascoltare, insomma delle persone vere.
Resy è un luogo di amicizia e condivisione e per quelli che vorranno intraprendere come me questa avventura l’unico consiglio che sento di darvi è di essere spontanei e di vivere, almeno per una settimana, mostrando chi siete veramente ed esternare le vostre idee senza paura perché solo in questo modo vivrete appieno quel luogo e conoscerete davvero le persone che vi stanno attorno sentendo di essere maturati interiormente.

Alessandro

 Pubblicato il 17 luglio 2019

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