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«Sorretti da Colombano verso una terra nuova»

 

s.colombano messa con il vescovo

“Ci troviamo in questa condizione di difficoltà, dovuta alla pandemia, e possiamo aspettare che passi oppure viverci dentro in un cammino verso un domani nuovo. Si è roso il piedistallo del nostro individualismo, sono cadute tante illusorie sicurezze e presunzioni, ci siamo resi conto di essere dipendenti uni dagli altri”. È il messaggio centrale della riflessione di mons. Adriano Cevolotto nel giorno della solennità di san Colombano ( 23 novembre), durante la celebrazione nell'abbazia dedicata al Santo irlandese.
La liturgia è iniziata con le parole di don Mario Poggi, Parroco di San Colombano e Cancelliere Vescovile, che ha portato il saluto, da parte della comunità bobbiese, al vescovo Adriano, al vescovo emerito Gianni, al Vicario Generale, alle autorità civili e miliari, alle associazioni del territorio e a tutte le persone collegate attraverso la diretta streaming. “Celebriamo la festa di San Colombano, un uomo che ha osato e sconfinato, - ha commentato don Mario - che non ha avuto timore delle difficoltà, delle incomprensioni; sempre si è fidato di Dio e la sua intercessione ci sia di sprono”.

Colombano come il patriarca Abramo

Mons. Cevolotto ha poi sottolineato come, per questo tempo di limitazioni, in molti non hanno potuto partecipare a questa solennità, in modo particolare i fratelli e le sorelle della chiesa irlandese. “Il Vescovo di Belfast - ha aggiunto - ci ha fatto pervenire la sua sentita partecipazione e mi ha riportato alla mente il cammino di Colombano e suoi compagni che rappresenta un percorso di scambio per costruire legami fraterni”.
Colombano ha vissuto - secondo mons. Cevolotto - nella stessa dinamica di fede del patriarca Abramo. Infatti, dopo aver lasciato la sua famiglia, entra in monastero a Bangor e vuole partire per vivere, come Abramo, la “peregrinatio”. Ci riuscirà a 50 anni, una età per il medioevo molto alta, quando partirà, con 12 compagni, verso una destinazione sconosciuta, una meta, quella di Bobbio, che raggiungerà solo dopo 24 anni.
“Colombano ci conferma - ha evidenziato il vescovo Adriano - che l’invito del Signore è valido per ogni condizione di vita e il senso del lasciare è il requisito di ogni discepolo”.
“Abbiamo bisogno di costituirci in un noi”. È la frase citata dal presule di Papa Francesco, presa dalla Lettera enciclica “Fratelli Tutti”, che rappresenta il momento storico che stiamo attraversando. “Per i nostri criteri e le nostre abitudini, - ha affermato mons. Cevolotto - segnati da una velocità esasperata, il Signore, con l’esempio di San Colombano, ci invita a partire e a lasciare, ma ci dà una promessa che si realizza nel guardare questo tempo in maniera diversa, con più fiducia e speranza”.
“Possiamo ripartire - ha concluso il Vescovo Adriano - non aspettando che finisca qualcosa, ma scoprendoci una benedizione l’uno per l’altro. Sorretti da San Colombano dobbiamo capire come questo tempo di difficoltà può diventare un vero itinerario spirituale, personale e comunitario, di purificazione e di approdo verso una terra nuova”.

R.T.

Pubblicato il 23 novembre 2020

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