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Insieme Piacenza, microcredito per famiglie e imprese

presentazione microcredito Insieme Piacenza

 

Parte la seconda fase di "Insieme Piacenza", il protocollo sottoscritto da Comune di Piacenza, Diocesi, Fondazione di Piacenza e Vigevano e banca Crédit Agricole per aiutare il tessuto economico locale alle prese con gli effetti collaterali della pandemia. Lanciato il 16 luglio scorso, il protocollo ha già mosso i primi passi grazie alla dotazione iniziale di un milione e settecentomila euro, potenziando i servizi della Caritas diocesana (come il centro d'ascolto, la Mensa della Fraternità e il progetto Casa tra le Case per far fronte all'emergenza abitativa), ampliando i giorni di apertura dell'Emporio Solidale e il raggio d'azione del circuito Piacenza Solidale per il recupero del fresco nella grande distribuzione. Ma se nei mesi scorsi il grande bisogno emerso è stato quello alimentare, sempre più, col protrarsi delle restrizioni rese necessarie dalla recrudescenza dei contagi, cresce l'esigenza di dare altre risposte a famiglie, persone o attività in forte difficoltà con i pagamenti. Dopo un lavoro durato tutta l'estate, è stato messo a punto dunque il secondo livello di intervento: il microcredito.

Costruire nuovi percorsi di prossimità

I dettagli sono stati forniti stamattina nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Gotico, alla quale hanno preso parte i soggetti firmatari del protocollo. Il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri ha rimarcato l'importanza di una risposta "corale" alla pandemia sociale con cui il territorio deve fare i conti. Non a caso, lo "slogan" che qualifica il progetto è "un'idea di comunità solidale, fraterna, generativa". Un elemento - ha ricordato il vicario generale mons. Luigi Chiesa, che si è fatto portavoce del Vescovo, impossibilitato a partecipare perché impegnato nella visita al Vicariato Val d'Arda - indispensabile per evitare di cadere vittime del "virus dell'indifferenza". Già nella sua lettera alla comunità diocesana e civile del 31 ottobre mons. Cevolotto aveva invitato alla solidarietà, intesa come elemento unificante del territorio. Una solidarietà - ha precisato di nuovo il Vescovo nel messaggio letto dal vicario generale - che non si ferma all'assistenzialismo ma accompagna nel modo migliore le persone a riacquistare autonomia economica, dentro nuovi percorsi di prossimità.

Che cos'è e come funziona il microcredito

Lo strumento del microcredito - ha infatti illustrato il direttore della Caritas diocesana Mario Idda, la realtà che fa da coordinatrice di "Insieme Piacenza" - va proprio in questa direzione: non è solo una misura economica, non si riduce alla presentazione di una domanda, ma si inserisce entro un dialogo e un rapporto, assicurato dalla presenza di un tutor che seguirà i beneficiari del contributo a farne buon uso rispettandone le scadenze. Potranno fare richiesta  singoli, famiglie e piccole imprese di città e provincia in una situazione di vulnerabilità sociale ed economica (qui tutti i requisiti).

La Caritas diocesana, le Caritas parrocchiali e lo sportello Informasociale del Comune di Piacenza sono a disposizione per fornire  le informazioni. Il gruppo tecnico della Caritas diocesana raccoglierà la documentazione e incontrerà il richiedente del prestito per approfondire il progetto di finanziamento e conoscere a fondo la situazione. Dopo di che, sarà la commissione del gruppo tecnico del progetto - che comprende rappresentanti di tutti gli enti sottoscrittori - a valutarne la fattibilità e finalizzare l'erogazione del microcredito. Famiglie e persone singole potranno ottenere un prestito da 3mila e 7.500 euro, da restituire entro 36 mesi, mentre le piccole imprese potranno ricevere dai 5mila a ai 15mila euro, da restituire sempre entro 36 mesi. Ad erogare la somma sarà il circuito Per Micro attraverso Banca Etica. "Insieme Piacenza" si inserisce infatti all'interno di una convenzione nazionale sulla microfinanza: il microcredito è visto come uno strumento di inclusione sociale e finanziaria. A questo capitolo sono riservati 450mila euro, per un plafond di prestiti di un milione di euro.

presentazione microcredito Insieme Piacenza

Da sinistra, nella foto di Del Papa, Davide Goldoni di Crédit Agricole, il presidente della Fondazione Massimo Toscani,
il sindaco Patrizia Barbieri, il vicario generale mons. Luigi Chiesa e il direttore della Caritas diocesana Mario Idda.

"Sottoscrittori, fatevi avanti"

La crisi sanitaria non è finita e non è finita neppure quella economica che ne consegue. Anzi, le esigenze saranno ancora maggiori. "Sarà una primavera difficile": ne è convinto il notaio Massimo Toscani, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Di qui il suo auspicio: che il tavolo dei sottoscrittori si allungi sempre di più, "per portare le persone a ritrovare la loro dignità". Da parte sua, l'ente di via Sant'Eufemia - ha annunciato Toscani - delibererà a breve un incremento del proprio contibuto al fondo "Insieme Piacenza". Il direttore regionale di Crédit Agricole Davide Goldoni si è unito all'auspicio, per aiutare e sostenere la "voglia di fare impresa" del territorio, per il quale - ha detto - la banca si sta impegnando in diversi modi, per esempio concedendo moratorie alle aziende (più di 1800). Un ruolo particolare la banca lo rivestirà nel terzo step di "Insieme Piacenza", un fondo di sviluppo per le start up. 

Ma la forza di "Insieme Piacenza" sta nel nome, nella misura in cui è capace di sollecitare la partecipazione dell'intera comunità al progetto. "L'appello ai piacentini è di contribuire ciascuno secondo le proprie capacità e possibilità, perché quel che ci siamo ripetuti in questi mesi - «non ci si salva da soli» - non resti solo uno slogan", è l'invito del direttore della Caritas Mario Idda.

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Pubblicato il 20 novembre 2020

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